Roma, (askanews) - La Stazione Termini di Roma è lo scalo ferroviario più grande d'Italia. Questo lo rende unico dal punto di vista operativo, ingegneristico, architettonico, urbanistico, commerciale, sociale e culturale. I risvolti sono raccontati nel volume 'La stazione Termini a Roma', firmato da Amedeo Gargiulo e Deborah Appolloni (Giordano Editore), che ne ripercorre la storia senza perderne di vista il ruolo all'interno della città e mettendolo in relazione allo sviluppo delle stazioni nelle maggiori capitali europee. Askanews ne ha parlato con la co-autrice Appolloni: "Abbiamo voluto ripercorre la storia della stazione Termini che non è soltanto una stazione ma è una piazza che si lega alla città di Roma dove convivono più entità e strati. Il libro affronta la storia architettonica, ingegneristica e tecnologica di Termini ma è anche un viaggio nel sociale di Termini, nella cultura e quindi nel cinema e nei film che negli anni 50 sono stati girati. C'è anche una parte sulla sicurezza: Termini è diventato un luogo sicurissimo grazie alle telecamere, dove i reati stanno quasi scomparendo. Quindi il libro vuole dare una visione a tutto campo della più grande stazione d'Italia dove ogni giorno passano circa 500mila passeggeri. Si arriva a Termini non soltanto per prendere il treno. Termini è oramai è un punto di incontro, luogo di shopping, di cultura e di sostegno sociale per la città di Roma. Tra l'altro è stato anche un laboratorio preso ad esempio da una rete di stazioni europee che hanno, tra virgolette, copiato l'esempio di Termini per creare un polo sociale all'interno delle stazioni".



