Roma, (askanews) - "Dobbiamo impegnarci tutti contro il fascismo e il primo passo necessario è mettere fuori legge le organizzazioni dichiaratamente fasciste e neofasciste, penso a Di Stefano appena due giorni fa a Napoli ha dichiarato che lui è fascista e orgoglioso di esserlo, penso anche però alle dichiarazioni del ministro Minniti che ha provato a non far fare la bellissima manifestazione di Macerata, che è stata partecipata e molto molto riuscita, e che in qualche modo sta difendendo queste persone che non fanno violenza da oggi o da ieri ma che girano per le strade e colpiscono non solo gli attivisti antirazzisti e antifascisti ma colpiscono i migranti, le persone omosessuali. Ricordo le intercettazioni telefoniche nella sede di Casa Pound di Napoli in cui dicevano 'vogliamo stuprare le ragazze ebree', parliamo di questo, queste persone sono un pericolo per tutti e queste organizzazioni vanno messe fuori legge". Così la leader di Potere al popolo, Viola Carofalo in una conferenza stampa improvvisata davanti a Montecitorio dopo che un attivista della formazione di estrema sinistra è stato accoltellato a Perugia mentre affiggeva manifesti per le elezioni ed un altro è stato colpito alla testa. "I politici devono smettere di difendere i fascisti in Italia - ha insistito Carofalo - devono smettere di dargli agibilità sennò noi avremo non un attentato terroristico come quello di Traini ma purtroppo c'è il rischio che ce ne siano molti". A chi le chiede dell'aggressione a Palermo nei confronti di un esponente di Forza Nuova Carofalo risponde: "Sottoscrivo quello che ha detto Leoluca Orlando, il clima è molto brutto e bisogna assolutamente intervenire. Rispetto a Palermo voglio ricordare la dichiarazione fatta ieri da Roberto Fiore che oltre a rivendicare la sua appartenenza a Terza posizione che ricordo a tutti essere un'organizzazione eversiva, ha anche detto che non si faranno prigionieri. Quello che è successo stanotte è il primo esempio di cosa vuole dire una dichiarazione del genere. Noi siamo per la solidarioetà siamo persone che nei territori lavorano per il benessere per ricostruire comunità, questa gente fa l'esatto opposto" A chi le chiedeva se ritenga quindi collegata l'aggressione di Perugia con quella di Palermo dove il dirigente di Forza Nuova Massimiliano Ursino è stato aggredito e pestato da almeno sei sconosciuti, Carofalo ha risposto: "Non so se le due cose sono collegate però, certo, se un esponente di rilievo dice 'non faremo prigionieri' e cinque ore dopo succede questo, qualche dubbio credo sia lecito".



