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Sinner, la pelle chiara e l'indice Wbgt: l'ultima teoria sul crollo al Roland Garros

di Lorenzo Pastugliavenerdì 29 maggio 2026
Sinner, la pelle chiara e l'indice Wbgt: l'ultima teoria sul crollo al Roland Garros

2' di lettura

Il robot si inceppa quando il termometro sale troppo. Anche Jannik Sinner, il numero uno del mondo capace di dare spesso l’impressione di essere programmato per non sbagliare mai, ha un punto debole molto umano: il caldo. A Parigi, durante il match contro Juan Manuel Cerundolo, il campione altoatesino è apparso improvvisamente svuotato, senza energie, quasi irriconoscibile dopo due set controllati senza particolari problemi.

Non è la prima volta che succede. Negli ultimi mesi Sinner aveva già mostrato difficoltà simili in condizioni climatiche estreme, tra Cincinnati, Shanghai e Melbourne. A cambiare non è tanto il livello tecnico, quanto la risposta fisica del suo corpo quando caldo, umidità e stanchezza si sommano tutti insieme.

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Lo stesso Jannik non ha mai nascosto questa vulnerabilità: “Forse giocare con il caldo è il mio problema”, aveva ammesso già in passato, spiegando anche come la sua pelle molto chiara e il suo particolare fototipo possano renderlo più sensibile allo stress termico rispetto ad altri atleti. Per questo da tempo ha iniziato a lavorare molto anche fuori dal campo, allenandosi spesso a Dubai proprio per abituarsi a temperature elevate e migliorare la resistenza fisica e mentale.

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A Parigi, però, qualcosa si è inceppato. Sul 5-1 del terzo set il suo rendimento è crollato all’improvviso: gambe pesanti, fiato corto, ghiaccio sul collo, continui tentativi di cercare ombra durante i cambi campo. Un’immagine insolita per un giocatore che ha costruito gran parte del suo dominio proprio sulla continuità e sulla tenuta mentale. “Non sono una macchina — ha spiegato poi in conferenza stampa — Avevo dormito male, mi sentivo debole già da metà del terzo set. Il caldo c’entrava, ma è stato un insieme di fattori”. 

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Nel frattempo il tennis moderno sta diventato sempre più una sfida anche contro le condizioni atmosferiche. Il tema infatti riguarda tutto il circuito. Gli Slam utilizzano protocolli specifici contro il caldo basati sul cosiddetto indice Wbgt, che misura temperatura, umidità e stress termico. A Parigi è previsto un cooling break di dieci minuti oltre una certa soglia, mentre la sospensione totale dei match scatta solo in condizioni estreme. Ma con estati sempre più torride, il dibattito sulla tutela dei giocatori è destinato a crescere ancora.

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