Roma, 4 dic. (askanews) - Gli italiani non brava gente: dopo le leggi razziali in Italia c'è un "peccato d'omissione", dal silenzio di chi vede sparire studenti e colleghi, allo spirito profittatore di chi prende il posto degli ebrei espulsi; e c'è anche il silenzio della comunità ebraica che non capì in tempo cosa stesse succedendo e che era inizialmente favorevole a Mussolini. Lo racconta il giornalista Fabio Isman nel suo "1938, L'Italia razzista", edito dal Mulino, un libro prezioso e carico di documenti su un periodo che nonostante tutto è ancora passato sotto silenzio.



