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Aule virtuali e pillole social, la Luiss è in modalità digitale

di TMNewsvenerdì 10 aprile 2020
2' di lettura

Roma, 10 apr. (askanews) - Lezioni ed esami on line, ma anche discussioni delle tesi da remoto con parenti e amici collegati attraverso aule virtuali. Quando l'Italia è finita in quarantena la Luiss è entrata in modalità digitale. Con il claim #Luissnonsiferma già dal 5 marzo la Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli ha chiuso gli spazi fisici per attivare la didattica a distanza. Da allora sono state garantite oltre 7mila classi con 17 mila ore di lezione e oltre 56 milioni di collegamenti. Coinvolti quasi 8mila studenti e circa 550 docenti che hanno risposto a questa nuova sfida figlia dell emergenza coronavirus. Come ha spiegato il rettore della Luiss Guido Carli, il professor Andrea Prencipe: "Necessariamente abbiamo abbracciato questo cambiamento - ha sottolineato - e abbiamo accelerato un processo che in Luiss era già iniziato ma nessuno si aspettava di dovere completare l'implementazione di questo processo di trasformazione digitale così in fretta e siamo sicuri che si possano trarre degli insegnamenti importanti per innovare il nostro modello educativo. Possiamo dire che si può imparare tanto da questa situazione e sono convinto che ne usciremo molto bene".

In questi giorni sono tante le iniziative digitali organizzate dalla Luiss rivolte a un pubblico anche più ampio di quello accademico. Tra queste le Luiss Keywords, un palinsesto di pillole social, da 60 secondi, nei quali 50 docenti definiscono una parola chiave del proprio campo di studi. La vice presidente della Luiss, Paola Severino, spiega la "cyber security", mentre il professor Luca Giustiniano racconta la "resilienza" in un minuto. Secondo il rettore Prencipe "L'impegno pubblico e la divulgazione del sapere sono compiti fondamentali degli Atenei": "Luiss Keyword ha come obbiettivo di offrire i saperi della Luiss in modalità semi-istantanea, ma particolarmente profonda. Noi siamo convinti in Luiss che l attività di ricerca debba esser curvata su problemi reali e deve aiutare i policy maker, i manager e i professionisti a risolvere problemi. Noi come accademici possiamo offrire spunti, metodi, prospettive. Cerchiamo di essere una università propositiva rispetto ai problemi reali, come quello della pandemia".