Budrio (Bo), 24 mar. (askanews) - Il paziente come primo ricercatore, colui che dà i feedback per portare avanti la sperimentazione e controllare i risultati. È la logica che viene seguita dal Centro Protesi Inail di Budrio, nel settore della ricerca.
Come spiega l'ingegnere Emanuele Gruppioni, direttore tecnico Area Ricerca.
"Negli ultimi anni ci siamo focalizzati sullo sviluppo tecnologico delle soluzioni protesiche, arti superiori e inferiori, dispositivi robotici e riabilitativi. Adesso il focus sta cambiando perché siamo arrivati a degli ottimi dispositivi però la sfida è quella di cercare l'integrazione delle strutture protesiche robotiche all'interno dello schema corporeo. Investiremo sulle interfacce bioniche che chiudano il loop fra il dispositivo sul lato del controllo e il feedback sensoriale, ovvero quello che accade nel corpo umano".
Cosa cambierà per il paziente? "Cambia che la protesi diventa non solo un elemento controllato dal paziente ma che restituisce un feedack a livello sensoriale e ci aspettiamo che questo elemento possa risultare per il paziente come una parte di sé". Il Centro Protesi Inail di Budrio sta lavorando a un nuovo esoscheletro che sarà presentato nei prossimi mesi.



