Libero logo

Pecoraro Scanio: "4 anni dopo attuare norma Ambiente in Costituzione"

di TMNewsmercoledì 11 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 11 feb. (askanews) - A quattro anni dalla storica modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione della Repubblica Italiana (l'11 febbraio 2022), che ha introdotto la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica e ha subordinato l'iniziativa economica privata al rispetto della salute e dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente, e Gianfranco Amendola, magistrato ambientalista, lanciano un appello alle istituzioni nazionali e territoriali per una piena e concreta attuazione della riforma costituzionale del 2022.

"La riforma degli articoli 9 e 41 - dichiarano Pecoraro Scanio e Amendola - ha rappresentato un passaggio storico: per la prima volta la tutela dell'ambiente e delle future generazioni è entrata nel cuore della Carta costituzionale. Ora occorre tradurre quei principi in scelte legislative, amministrative e giudiziarie coerenti, capaci di incidere realmente sulle politiche pubbliche e sull'attività economica."

Secondo i promotori dell'appello, la riforma costituzionale deve diventare un parametro concreto per: la pianificazione territoriale e urbanistica; le politiche energetiche e industriali; la tutela della salute pubblica; la prevenzione dei rischi climatici e ambientali; la responsabilità sociale e ambientale delle imprese.

"Chiediamo - proseguono - che Comuni e Regioni inseriscano esplicitamente nei propri Statuti il diritto all'ambiente, la tutela della biodiversità e la protezione delle future generazioni, rafforzando il principio di sviluppo sostenibile come criterio guida dell'azione amministrativa. Gli enti territoriali sono il primo presidio della legalità ambientale."

Pecoraro Scanio e Amendola sottolineano inoltre come la riforma costituzionale debba orientare anche l'interpretazione delle norme vigenti e l'azione della magistratura, alla luce del nuovo equilibrio tra libertà d'impresa e tutela dell'ambiente, oggi espressamente sancito dalla Carta.

"In un contesto segnato dalla crisi climatica, dall'aumento degli eventi estremi e dal consumo di suolo, il diritto all'ambiente non è un principio astratto, ma una garanzia concreta per i cittadini e per le generazioni future. La Costituzione ci indica una direzione chiara: ora spetta alla politica, alle amministrazioni e al sistema produttivo attuarla con coerenza e responsabilità".

L'appello si inserisce in un percorso di impegno istituzionale e culturale volto a rafforzare la centralità della tutela ambientale come pilastro della democrazia costituzionale italiana.