Roma, 10 apr. (askanews) - Risorse per 29,5 miliardi di euro che, grazie a un effetto leva pari a 2,5 volte, hanno consentito di sostenere investimenti nel sistema Paese per 73,6 miliardi. Raccolta complessiva salita del 3% a 355 miliardi; patrimonio netto in crescita del 6%, a 32 miliardi, e nuovo record dell'utile netto: con una crescita del 3% ha raggiunto 3,4 miliardi di euro. Sono le cifre chiave del bilancio 2025 di Cassa depositi e prestiti, che dopo l'approvazione del Cda è stato presentato con una conferenza stampa a Roma.
Così l'amministratore delegato, Dario Scannapieco. "È un volume di quasi 30 miliardi di attività a sostegno di investimenti per circa 73 miliardi, un grande contributo al Paese. Fortissimo sostegno soprattutto alle imprese, abbiamo aumentato l'attività in favore anche questa volta direttamente delle piccole e medie imprese, abbiamo bisogno di imprese più grandi, che possano competere, stiamo facendo un roadshow con Confindustria per far conoscere i nostri prodotti. E quindi sostegno alle imprese, grande lavoro con la Pubblica Amministrazione di gestione delle risorse che ha la PA, ma anche di advisory. E è poi stato un anno record per la cooperazione internazionale. Tutto questo - ha detto - si è tradotto in risultati migliori della storia dal punto di vista finanziario, con un utile di 3,4 miliardi che penso possa rendere contenti i nostri azionisti".
Sulla base dei risultati ottenuti, il Cda ha infatti approvato una proposta di dividendo di 2,2 miliardi di euro, che verrà sottoposta agli azionisti. Ma le ricadute positive vanno oltre il dividendo: secondo una analisi di impatto contenuta nel Bilancio, l'effetto diretto, indiretto e sull'indotto delle attività messe in campo lo scorso anno da Cdp equivale all'1,6% all'intero Pil dell'Italia e a 500 mila posti di lavoro, tra quelli creati e quelli salvaguardati.
A spiegare il senso del lavoro di Cdp è stato il presidente, Giovanni Gorno Tempini. "Alla luce dei risultati del 2025, la Cassa continuerà a operare con le stesse linee guida che hanno caratterizzato il suo passato e che continuano a essere attuali, perché gli investimenti di lungo periodo sono ciò di cui il paese ha necessità: il supporto alle aziende, il supporto alla Pubblica Amministrazione, tutto ciò che porta alla crescita. Il nostro obiettivo, al di là dei risultati, che pure sono buoni e che avete ascoltato oggi, è aiutare il paese a crescere di più. Questa è la missione da sempre di Cassa e da questo punto di vista nulla cambia".
La Cassa, poi, ora può mettere in campo il suo contributo anche per la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran. "Insomma le interconnessioni sono molto importanti, c'è poi da fare nell'ambito del Paese sia potenziare ovviamente i nostri progetti di rinnovabili, di produzione, sappiamo che la domanda di rinnovabili è cresciuta molto, la domanda di creare nuovi impianti, le autorizzazioni crescono un po' più lentamente, quindi c'è un potenziale lì di energia che può essere prodotta dal paese. E poi c'è anche l'altra tematica che, se ci pensate, è equiparabile ad una fonte che è l'efficienza energetica, cioè consumare meglio e meno per il paese. Quindi c'è un insieme di ricette che passa tra infrastrutture e comportamenti virtuosi di interconnessione e tecnologia ovviamente".



