China Grove (Stati Uniti), 14 apr. (askanews) - Negli Stati Uniti gli agricoltori fanno i conti con il rincaro di fertilizzanti e carburanti mentre la stagione della semina entra nel momento più delicato. A pesare sono le tensioni legate allo Stretto di Hormuz, che hanno colpito forniture e prezzi proprio mentre molti stanno mettendo a dimora mais e soia. Per molti produttori il risultato è immediato: tagliare gli acquisti, usare meno fertilizzante e mettere in conto raccolti più deboli. Ed è un colpo che investe anche una parte importante della base elettorale di Donald Trump, molto forte nelle contee agricole.
"Se parliamo dei prezzi dei fertilizzanti - dice un agricoltore - abbiamo visto aumenti: il nostro azoto liquido è salito di 100, 150 dollari a tonnellata. Anche l'urea è salita, e il DAP è aumentato parecchio. Vedere rincari così forti proprio nel momento della semina ha colpito duro molti agricoltori, compresi noi".
In North Carolina il problema riguarda anche il diesel, indispensabile per far lavorare trattori e mezzi agricoli. Chi non ha avuto liquidità o capacità di stoccaggio per comprare prima si trova adesso a ordinare nel momento peggiore, con prezzi schizzati in alto e forniture che rallentano. Nel mondo agricolo americano cresce anche il malumore politico: molti restano elettori di Trump, ma sempre più agricoltori vedono questi rincari come un danno che colpisce direttamente anche chi fa parte della sua stessa base.
"Non si può prevedere tutto quello che succederà - afferma un coltivatore - ma ho l'impressione che questi effetti siano stati in qualche modo trascurati come danni collaterali che avrebbero colpito noi, e non solo chi fa questo lavoro: direi gli americani nel loro insieme. Mi sembra che stiano soffrendo tutti".



