Roma, 14 apr. (askanews) - Arriva nei cinema il 16 aprile "Alla Festa della Rivoluzione" di Arnaldo Catinari, il film che racconta il mondo di spie, personaggi ambigui, intrighi politici, amori impossibili, vendette private in quella Fiume del 1919 in cui Gabriele D'Annunzio dà il via alla sua rivoluzione visionaria.
Una "rivoluzione" che il regista racconta così: "E' una rivoluzione che offre a tutti i reduci, i ragazzi che venivano dalla prima guerra mondiale un sogno. E D'Annunzio cerca di offrire un sogno di una vita diversa, di un sogno diverso e della possibilità che l'utopia diventi potere. E' come raccontare il '68 cinquanta anni prima".
L'Italia all'alba degli anni Venti si trova ad un bivio cruciale tra dittatura e rivoluzione. Riccardo Scamarcio è un emissario di Mussolini a Fiume, mentre Maurizio Lombardi interpreta D'Annunzio.
Scamarcio ha descritto così il suo personaggio: "E' un personaggio ambiguo, fatto di ombre, è anche un uomo mosso da una necessità e da un bisogno di rivalsa sociale", mentre Lombardi ha detto: "Questo è un film e un personaggio politico non partitico, ed è questa la cosa che mi ha affascinato, cioè lui ha portato fuori un ideale ed è riuscito a portarlo al potere: fantasia e cultura".



