Roma, 27 mag. (askanews) - Presentata a Roma, durante la terza Riunione Nazionale GIMEMA, la nuova rete My-LabNet MRD Mieloma Multiplo, che mette in collegamento i centri ematologici italiani con laboratori altamente specializzati nella diagnosi e nel monitoraggio della malattia minima residua nel mieloma multiplo. Il progetto rappresenta l'estensione della rete LabNet anche al mieloma multiplo (malattia che ogni anno colpisce circa 5.600 persone in Italia) e punta a portare benefici anche per il Servizio Sanitario Nazionale in termini di sostenibilità e ottimizzazione delle cure. Ha così parlato Marco Vignetti, Presidente della Fondazione GIMEMA: "Abbiamo costruito uno strumento che potrebbe essere utilizzato anche per la ricerca. E' caratterizzato dalla messa in rete di tutti i laboratori che fanno test di diagnostica molecolare, per consentire a tutti i pazienti con patologie ematologiche, di avere una diagnosi molecolare rapida e precisa perché tutti i laboratori sono certificati, e contemporaneamente di poter monitorare l'andamento della loro malattia durante le cure. Oggi, molte patologie si curano con farmaci intelligenti e la risposta molecolare è fondamentale".
L'obiettivo è garantire esami diagnostici sofisticati su tutto il territorio nazionale, riducendo i tempi di refertazione ed evitando ai pazienti spostamenti non necessari. Inoltre, gli ematologi italiani potranno accedere più facilmente a esami altamente specialistici, anche nei centri che non dispongono direttamente delle tecnologie necessarie. "Il progetto di GMEMA, My-LabNet MRD Mieloma Multiplo, ha l'obiettivo di diffondere, su tutto il territorio nazionale, la pratica di misurazione e di valutazione della malattia minima misurabile. Quindi di mettere a disposizione della maggior parte dei pazienti, che in questo momento sono preclusi all'accesso a questa tecnologia di livello molto elevato, la possibilità di avere una valutazione della propria profondità della risposta, sulla base della quale il clinico potrà poi prendere le decisioni migliori" ha concluso Michele Cavo, Professore Ordinario di Ematologia presso l'Università di Bologna. L'incontro rappresenta un importante momento di confronto tra medici e ricercatori sulle più innovative strategie di diagnosi precoce, monitoraggio e trattamento delle malattie ematologiche tumorali e non tumorali, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'assistenza e le possibilità di cura per i pazienti in tutto il Paese.



