Roma, 8 giu. (askanews) - Volontari della Croce Rossa al lavoro per seppellire in sicurezza ma in modo dignitoso le vittime di ebola nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.
"Non è facile perché arriviamo al cimitero e la gente inizia a dire che siamo noi ad aver portato il virus, la popolazione non si rende conto che la malattia esiste davvero", denunciano alcuni volontari. "Veniamo attaccati e insultati tutto il tempo, alcuni giorni fa i nostri colleghi sono stati picchiati a Nyamurongo (un cimitero di Bunia, ndr)", racconta uno dei capisquadra.
Il 15 maggio la Rdc ha dichiarato un'epidemia di febbre emorragica causata dal virus Bundibugyo, per il quale non esistono al momento né vaccini né cure specifiche. Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha lanciato un allarme sanitario internazionale, sono stati confermati 381 casi nella Repubblica Democratica del Congo, di cui 64 morti. L'epidemia è attualmente presente in tre province del Nord-Est e nella vicina Uganda, dove sono stati registrati 19 casi, di cui 2 morti, secondo il ministero della Sanità.



