Bologna, 12 giu. (askanews) - C'è un'orchestra che non conosce confini. È fatta di ragazzi italiani, tedeschi, ucraini e palestinesi, che per quattro giorni trasformano Bologna in un teatro internazionale di pace. Dal 18 al 21 giugno torna il "Festival Suoni di Pace", giunto alla terza edizione: nove concerti in altrettante location della città. In programma musica da camera, jazz, fino alle sonorità della tradizione araba. A promuoverlo, l'Associazione Inno alla Gioia, insieme a Caritas, Fondazione Musica Insieme, Conservatorio e Comune di Bologna.
"Il Festival Suoni di Pace - spiega la presidente dell'Associazione Inno alla Gioia, Natalia Bracci - nasce raccogliendo un bisogno diffuso dei nostri ragazzi e dei partner che ne fanno parte di trasformare la musica in qualcosa di concreto, un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno. Quindi abbiamo realizzato questo festival come strumento di aiuto e per creare uno scenario di pace, un teatro di pace qui a Bologna attraverso le giovani generazioni".
Nelle prime due edizioni la manifestazione ha coinvolto oltre settecento giovani musicisti. Quest'anno saranno dodici gli studenti palestinesi a salire sul palco, accanto ai coetanei ucraini, italiani e tedeschi, il 20 giugno per la Giornata mondiale del rifugiato. "Durante le giornate del festival - prosegue Bracci - sarà attiva una raccolta fondi su tutti i canali istituzionali di Inno alla Gioia in favore del Conservatorio Edward Said di Ramallah. L'auspicio è quello di creare un ponte tra popoli vicini e lontani che perduri nel futuro al di là del festival".



