Libero logo

Lega, il nuovo manifesto di Pontida: il dettaglio che spiega molte cose

di Fabio Rubinimercoledì 29 luglio 2026
Lega, il nuovo manifesto di Pontida: il dettaglio che spiega molte cose

3' di lettura

L’ultima newsletter di Matteo Salvini ha riservato ai destinatari una piccola sorpresa: l’anteprima del manifesto per il raduno di Pontida del 2026, che si terrà domenica 20 settembre. Niente foto, ma il disegno del “sacro prato” di Pontida e in primo piano un ragazzo e una ragazza che, zaino in spalla, indicano verso il palco da dove da sempre parlano i segretari federali. Il manifesto è un chiaro richiamo al passato del Carroccio. A farcelo tornare alla mente sono stati proprio i due giovani stilizzati. Gli stessi che comparivano sui manifesti della prima festa della Padania, convocata da Umberto Bossi a Venezia dal 12 al 14 settembre 1997, un anno dopo la catena umana sul Po che unì un popolo dal Monviso a Venezia, con l’ampolla e la dichiarazione d’indipendenza della Padania, letta dal fondatore sul palco montato in Riva degli Schiavoni. Un rito, quello del ritrovo veneziano (Pontida in quegli tempi era anticipata tra maggio e luglio), che andò avanti per alcuni anni, segnando l’intera epopea secessionista del Carroccio. Un tributo quanto mai dovuto, perché questa sarà la prima Pontida da quando l’Umberto ci ha lasciati (è scomparso lo scorso 19 marzo). E una delle immagini più potenti del suo funerale è stato proprio il passaggio del feretro davanti al pratone del piccolo Comune della bergamasca, dal quale Bossi per anni ha lanciato strali agli avversari, annunciato battaglie e caricato a palla militanti e semplici simpatizzanti.

Bossi, Giancarlo Pagliarini: "Umberto razzista? Una sciocchezza che mi fa infuriare"

Giancarlo Pagliarini, per tutti "il Paglia", risponde al telefono e ti racconta subito che è in Liguria...

IL “GIALLO” CHE NON C’È
Ai più attenti non è sfuggito un altro piccolo-grande dettaglio. Nel manifesto vi è un logo stilizzato dell’Alberto da Giussano con la scritta “Lega”, ma non c’è il nome di Salvini. Nessun giallo, nessun retroscena, visto che, appunto, quel manifesto è stato diffuso - e prima approvato - proprio dal segretario federale e non potrebbe essere altrimenti. Fonti Lega fanno notare che quel particolare logo, senza riferimento al Capitano, è in uso alla comunicazione social già dal novembre scorso. Un’altra annotazione - nostra questa volta è che nemmeno nei manifesti storici di cui abbiamo parlato, compariva il nome di Bossi, che pure c’era poi sui simboli da presentare alle elezioni.

Bossi, la rivelazione di Francesco Speroni: "Vi racconto come Umberto inventò il celodurismo"

Francesco Speroni, classe 1946, senatore, europarlamentare e ministro per le Riforme. Sempre al fianco di Umberto Bossi....

A voler spingere un po’ più in la l’analisi politica sulla mancanza del nome, si potrebbe poi tirare in ballo l’appello che Matteo Salvini ha fatto al Consiglio federale di un mesetto fa, quando di fronte ai mal di pancia provenienti soprattutto dal Nord, il segretario aveva invitato a una gestione più collettiva del partito (poi culminata con la nascita del Tavolo dei Territori). In quell’occasione Salvini disse chiaramente che non si poteva pensare di rilanciare la Lega buttando tutto sulle sue spalle, ma che per ottenere un buon risultato ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte. Da qui si potrebbe ipotizzare che l’idea di togliere il nome (che non dovrebbe ricomparire nemmeno nella versione definitiva, quella che riporterà anche lo slogan ufficiale della Pontida 2026) stia proprio a richiamare una maggiore collegialità interna alla Lega, capace di mettere d’accordo un po’ tutti. Anche perché da quel prato, il prossimo 20 settembre, partirà la corsa a una delle campagne elettorali storicamente più importanti per le sorti della Lega. E di Salvini.

868x600