Sarebbero capaci di sostenere che la pelota è quadrata. Perché c’è chi trucca, sabota, imbroglia. La sinistra è questa roba qui anche nel calcio. Sobbalzano per le nomine decise da Giovanni Malagò, che riporta in auge una personaggi come Roberto Mancini e Claudio Ranieri. A sinistra li scambiano quasi per fasci littori. Sono capaci di fare polemica su tutto. Bastava mettersi ad ascoltare il solito comizio di Angelo Bonelli: per lui, quanto sta accadendo intorno alla scelta del nuovo commissario tecnico della nazionale di calcio «è l’ulteriore prova che questo Governo, a partire dal suo ministro dello Sport, sta politicizzando e occupando ogni spazio della vita pubblica di questo Paese». Non sa nulla di calcio, l’esponente verde, eppure ne parla. Si sarebbe potuto limitato a parlare di “Crisi idrica e dispersione dell’acqua in Italia”, visto che era a Perugia per questo. Ma lui no, bisogna dare fiato alla bocca con la propaganda di giornata: «Penso alla Rai ma penso in questo caso alla nazionale di calcio.
La politica deve stare fuori» ha aggiunto. «Sono anni che l’Italia, non certo per responsabilità della politica, sta fuori dai campionati del mondo - ha ricordato Bonelli - ma quello che è accaduto con la vicenda Pirlo è incredibile e inaccettabile. La politica, ovvero la destra, lasci stare la nazionale di calcio e non usi il doppio standard perché se da una parte c’è la Russia ricordo che Israele continua a fare affari nel nostro Paese». Il sempreverde è smemorato. Perché le mani della politica nell’affare Pirlo erano tutte sinistre. Sono stati anzitutto Pd e più Europa a invocare la cacciata di Andrea Pirlo dalla panchina della nazionale di calcio. La Russia come detonatore. E sarebbe il governo Meloni ad aver messo le mani sul pallone azzurro?
"Giovanni Malagò non è in regola", battaglia legale contro il presidente Figc: rischia anche lui?
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale, una scelta che ha permesso alla Figc di chiudere ...Una tesi bizzarra, fasulla, ipocrita. In realtà, il doppio standard è lampante. Fino a tre giorni fa esponenti di Pd, +Europa, Azione e vari altri (Berruto, Della Vedova, Calenda, Picierno ecc.) sono intervenuti pesantemente sulla scelta del Ct, chiedendo di non nominare Pirlo o quantomeno di fargli rescindere subito il contratto con Fonbet perché «propaganda per la Russia», «rubli insanguinati», «non dovrebbe ricoprire cariche nazionali». In quel momento la politica è entrata a gamba tesa su una scelta che avrebbe dovuto essere tecnica della Figc. Ora che Malagò ha stoppato Pirlo (per “motivi di opportunità”, come ha detto lui stesso), Maldini e Leonardo si sono dimessi e si è passati a Mancini e Ranieri, arriva Bonelli a dire che “il Governo sta occupando ogni spazio della vita pubblica” e che “la politica deve stare fuori” dalla Nazionale.
Stesso schema di sempre: quando la politica interviene in una direzione che conviene, è “responsabilità” e “difesa dei valori”; quando interviene (o anche solo quando sembra intervenire) nell’altra direzione, è “occupazione” e “politicizzazione”. La Nazionale è un bene pubblico, la Figc non è una società privata qualunque, e i legami commerciali con società russe in pieno conflitto in Ucraina sono un tema legittimo di dibattito. Ma allora lo è per tutti, non solo quando serve a colpire un nome che non piace. Altrimenti resta solo la solita polemica strumentale. Alla sinistra hanno offerto un pallone sgonfio.




