Kiev, 29 ago. (askanews) - Fiamme alte, esplosioni e soccorritori al lavoro nella provincia di Kiev. Almeno 37 persone sono morte dopo che un drone russo ha colpito un deposito a Myla, a ovest della capitale ucraina. L'attacco ha provocato una grande detonazione, un incendio e danni anche agli edifici vicini.
La procura ucraina indaga sullo stoccaggio di esplosivi nel deposito. Zelensky ha promesso conseguenze: munizioni ed esplosivi non devono trovarsi vicino alle case.
Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, medici e psicologi. Le immagini mostrano l'incendio ancora in corso, un robot antincendio telecomandato e i soccorritori che assistono residenti e feriti.
La Russia ha rivendicato l'attacco sostenendo di aver colpito strutture legate a droni e missili.
Il raid avviene mentre anche l'Ucraina intensifica gli attacchi a lungo raggio in territorio russo. Negli ultimi giorni droni ucraini hanno colpito hub logistici dei gruppi Ozon e Wildberries e impianti petroliferi russi. Secondo Reuters, gli attacchi alle raffinerie hanno contribuito a ridurre la produzione russa di benzina a circa il 70% della domanda interna.
La guerra dei droni colpisce così sempre più infrastrutture lontane dalla linea del fronte, in Ucraina e in Russia.



