Roma, 9 set. (askanews) - Arrestati i presunti mandanti e promotori dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli detto "Diabolik", avvenuto il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma. È stata eseguita da Carabinieri e Polizia un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 persone accusate, a vario titolo, di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico.
Indiziato come mandante apicale Michele Senese storico capo dell'omonimo clan che, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito l'assenso preventivo determinante per uccidere Piscitelli. Si sarebbe infatti trattato di un'azione punitiva che sarebbe servita, secondo quanto emerso dalle indagini, a riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato.
Al centro delle indagini c'è la ricostruzione della catena decisionale che avrebbe portato all'assassinio dell'ex leader degli Irriducibili della Lazio, ucciso in via Lemonia, mentre era seduto su una panchina. Un ruolo centrale viene attribuito anche a Leandro Bennato, indicato come mandante e organizzatore dell'operazione, mentre il killer sarebbe Raul Esteban Calderon, arrivato sul luogo del delitto a bordo di uno scooter rubato.
Piscitelli sarebbe stato eliminato perchè da tempo gestiva autonomamente alcune attività nel traffico di stupefacenti senza corrispondere al clan la quota dei profitti ritenuta dovuta. La morte di Piscitelli non ha placato la spirale di sangue nella Capitale. Subito dopo l'omicidio, i fedelissimi di 'Diabolik', riconducibili alla fazione albanese guidata da Elvis Demce, avrebbero avviato una fitta attività di ricerca e pedinamento per trovare e uccidere i mandanti, individuati fin da subito dagli ambienti criminali in Molisso e Bennato.



