Khirbat al Fakhit (Cisgiordania), 9 set. (askanews) - Dieci case palestinesi demolite dai bulldozer israeliani a Khirbet al-Fakhit, nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania. Le famiglie cercano tra le macerie e montano tende dove fino a poche ore prima c'erano le loro abitazioni. Secondo le autorità israeliane, le costruzioni erano prive di permesso. Khirbet al-Fakhit si trova nell'Area C della Cisgiordania, sotto pieno controllo israeliano, dove secondo l'ONU i permessi edilizi per i palestinesi sono quasi impossibili da ottenere.
Masafer Yatta è da anni al centro di demolizioni e ordini di sgombero. Tredici comunità si trovano nella zona dichiarata da Israele "Firing Zone 918" per le esercitazioni militari. Dal 2009 OCHA, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ha documentato qui oltre cento episodi di demolizione, con più di 300 strutture distrutte, e segnalato un rischio crescente di nuovi sfollamenti per circa 1.200 residenti.
"Lo scorso novembre avevo una costruzione con tre stanze, una cucina, un bagno e dei pozzi, ma hanno demolito tutto - dice Samir Hamamdi, un abitante del villaggio - sono tornati e hanno demolito tutto di nuovo. Eppure ricostruiremo. Come vedete, abbiamo montato una tenda e ci siamo sistemati qui. Non abbiamo nessun altro posto dove andare e non ce ne andremo".
"Soffriamo da 26 anni- aggiunge Mahmoud Hamamdi - ma questa sofferenza si è intensificata dopo il 7 ottobre. Ora subiamo il cancro dell'espansione delle colonie, che ha invaso le colline e bloccato l'accesso a tutte le nostre terre. Non possiamo più portare al pascolo le nostre pecore".
Hanaa Abu Areef racconta: "Siamo una famiglia di sette persone che viveva in una sola stanza, e sono venuti a demolirla. Ora viviamo all'aperto e l'inverno si avvicina. Che cosa faremo?".



