Rozzano, 14 set. (askanews) - Un dipinto che, in un istante, cambia volto. È "L'Ortolano" di Giuseppe Arcimboldo, una delle celebri teste reversibili dell'artista milanese, conservata alla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona. Una natura morta di ortaggi che, capovolta di 180 gradi, diventa un volto umano. Ma questa volta a essere osservato non è soltanto ciò che appare sulla tela. Gli studiosi vogliono capire cosa si nasconde sotto la superficie.
Le parole di Mario Marubbi, Conservatore Pinacoteca Ala Ponzone: "Noi sappiamo che questo dipinto, dalle riflettografie che sono già state eseguite in passato, è stato costruito e modificato. Come spesso accade, un pittore torna sulla sua composizione in corso d'opera e la modifica. La speranza è quella di poter trovare degli elementi che ci possano aiutare a comprendere come lui possa essere arrivato dalla natura morta alla testa reversibile."
Per cercare le risposte dunque l'opera è arrivata in Humanitas a Rozzano. E qui è stata sottoposta a una tecnologia nata per la diagnostica medica: una TC a conteggio di fotoni, capace di vedere con altissima precisione attraverso i diversi strati del dipinto.
Una tecnologia resa disponibile grazie a Humanitas University e ai fondi ANTHEM, il progetto finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR.
L'intervista ad Andrea Laghi, professore di Humanitas University e Direttore del Dipartimento di Diagnostica dell'IRCCS Istituto Clinico Humanitas: "Oggi abbiamo l'opportunità di scansionare con la nostra TAC Photon Counting, una tecnologia estremamente innovativa, un quadro dell'Arcimboldo. Questa TAC ha due caratteristiche fondamentali: l'altissima risoluzione, scansioniamo, infatti, questo quadro con delle fettine di 0,2 mm, quindi di un quinto di millimetro, per cercare di capire cosa c'è all'interno. La seconda è l'analisi, cosiddetta spettrale, per capire la composizione dei materiali di cui è fatto questo quadro. "
Gli studi proseguono un percorso iniziato quasi vent'anni fa, con le indagini condotte nel 2007 e nel 2008 in occasione delle mostre dedicate ad Arcimboldo a Parigi e a Vienna.
C'è un ultimo filo che lega questa ricerca alla storia di Humanitas.
Dal 2018, con "La Cura e la Bellezza", opere e dettagli dei grandi musei italiani entrano negli ospedali per accompagnare pazienti, caregiver e professionisti durante l'esperienza di cura.
Oggi, con l'Ortolano di Arcimboldo, quel dialogo tra arte, scienza e tecnologia fa un passo ulteriore



