Roma, 12 ott. (askanews) - L'intelligenza artificiale può aiutare gli psicologi a lavorare meglio, ma non può sostituire la relazione umana. È il messaggio lanciato da Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, celebrata a Roma con un confronto dedicato al futuro della professione nell'era dell'intelligenza artificiale.
Le parole del Presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino: "I bisogni stanno diventando sempre più complessi e il disagio sempre più diffuso. A partire dai bambini adolescenti ad arrivare anche agli anziani, dobbiamo assolutamente lavorare per rispondere alle nuove esigenze, complesse, per fare in modo di aumentare benessere e prevenire il prima possibile i bisogni prima che diventi un'emergenza".
I dati confermano che la trasformazione è già in corso: secondo una rilevazione del CNOP su seimila professionisti, il 58% degli psicologi utilizza già strumenti di intelligenza artificiale, mentre il 55% segnala che anche i pazienti vi ricorrono, spesso prima ancora di rivolgersi a uno specialista. Tra le principali richieste dei professionisti, una maggiore formazione per utilizzare queste tecnologie in modo consapevole.
Al centro del dibattito, i rischi legati alla delega alle macchine, dalla perdita di competenze alla gestione delle vulnerabilità psicologiche degli utenti. L'intelligenza artificiale può offrire nuove opportunità, ma restano fondamentali la responsabilità professionale, l'ascolto e la capacità di comprendere la complessità delle persone.
A ricordarlo, in apertura e in chiusura dell'evento, anche Psy, un robot umanoide protagonista di un dialogo ironico con la presidente del CNOP.
Nelle battute finali, Maria Antonietta Gulino ha sottolineato che, oltre alla laurea, serve una competenza che nessuna macchina può programmare: stare accanto alle persone anche quando non si hanno tutte le risposte.



