Shanghai, 12 ott. (askanews) - Una residenza d'artista che da 15 anni parla al mondo e sostiene nuovi talenti. L'anniversario dei tre lustri per lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai è un'occasione per entrare negli spazi, affacciati sull'incredibile Skyline della città, e incontrare gli artisti, tra cui c'è anche l'italiano Alessandro Giannì, che, partendo dalle lezioni della storia dell'arte italiana, lavora con un'idea di pittura molto contemporanea.
"Nella mia pittura - ci ha detto - c'è un po' questa traduzione del frammento, della storia, che diventa schermo. Secondo me oggi un'opera per essere forte, per funzionare, deve avere una componente come quella dello schermo, comunque cercarla insomma".
Nel lavoro di Giannì la figurazione incontra i campi di colore, in un intreccio che risulta di grande impatto, ma anche agisce più in profondità, portando a ragionare sul medium stesso, più che sull'esito specifico. "La pittura - ha aggiunto - è sempre stata benissimo, non è mai morta, non potrà mai morire e credo che con le AI, con cui io anche lavoro, sarà ancora più cruciale, più centrale nella storia del mondo perché diventerà un qualcosa di sempre più raro, sempre più prezioso".
E lo Swatch Art Peace Hotel rappresenta anche per l'artista italiano una opportunità importante. "La residenza di Swatch - ha concluso Giannì - è eccezionale, c'è tutto quello di cui un artista può aver bisogno. La tranquillità e la possibilità di in un studio come questo e di produrre. Poi ovviamente incontrare artisti provenienti da tutto il mondo e soprattutto artisti asiatici che magari, stando in Europa, hai meno possibilità di incontrare".
La Cina, oggi più che mai, è una frontiera vivace e vitale per l'arte e Swatch, che della relazione con i creativi ha costruito la propria identità, qui sembra trovarsi nel posto giusto.



