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Mafia turca, Baris Boyun portato nella questura di Viterbo

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È di 18 arresti e diverse perquisizioni effettuate a Viterbo, in provincia di Roma, a Milano e in Sicilia, il bilancio dell'operazione antiterrorismo internazionale messa a segno dalla polizia in collaborazione con l'Interpol e le autorità turche. In carcere è finito, oltre ad altri 17 appartenenti al clan criminale, il presunto boss Baris Boyun, sul quale pendeva un mandato d'arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, partecipazione ad un'associazione per delinquere e traffico d'armi. Il presunto terrorista – accusato dalla DDA di Milano di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo e al traffico d'armi – è stato portato nella questura di Viterbo prima di essere trasferito in elicottero in un carcere di Milano. Recentemente il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, aveva chiesto alla premier Giorgia Meloni, durante il suo viaggio istituzionale in Turchia, l'estradizione di Boyun, già detenuto agli arresti domiciliari in un'abitazione a Bagnaia, una frazione del comune di Viterbo dopo che venne arrestato nell'agosto del 2022 a Rimini. La Corte d'Appello di Bologna e la Corte di Cassazione hanno negato l'estradizione.

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