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Elezioni, Sandro Iacometti: "Spread su? Ecco la verità. E non c'entra Giorgia Meloni"

Sandro Iacometti, caporedattore di Libero, commenta le conseguenze economico-finanziarie del risultato elettorale: "Fitch e Standard and Poor's per il 2023 prevedono la recessione, l'Ocse prevede un Pil italiano a + 0,4 per cento, il governo guidato da Mario Draghi si prepara a stilare la nota di aggiornamento al Def ponendo l'asticella al + 0,6. Questo significa che mancano circa 20 miliardi per raggiungere gli obiettivi di deficit/Pil. A questo si aggiungono tutte le spese necessarie per confermare i vari bonus e sostegni a famiglie e imprese per la crisi energetica: fanno 60 miliardi da trovare nelle prossime settimane per la manovra finanziaria. Delle due l'una: o l'Europa trova il modo di mettere soldi in comune, un Recovery bis, o si decide di riscrivere le regole sugli impegni della finanza pubblica e dare la possibilità agli Stati membri di intervenire singolarmente. Il problema è che in questo contesto la Bce ha fatto sapere che lo scudo anti Spread varrà solo se gli Stati rispettano alla lettera le regole di bilancio e che non coprirà gli errori dei governi. Questo ha provocato uno sbalzo degli Spread, che in questi giorni stanno schizzando verso l'alto a differenza delle borse, che invece hanno reagito bene alle elezioni. Quando inizieranno ad accusare Giorgia Meloni di aver messo a rischio la finanza pubblica, ricordiamocelo". 

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