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Immigrazione, Giuseppe Conte: "Non possiamo tollerare gli irregolari. Più rimpatri". Altri 8 sbarchi per 200 persone

Ma con che faccia, Giuseppe Conte? Il premier, nel corso di un punto stampa a Cerignola, parla anche dell'emergenza immigrazione. Di quegli sbarchi che stanno martoriando l'Italia e Lampedusa e che il governo non sa come gestire. Migliaia di clandestini, alcuni di loro positivi al coronavirus, che la politica dell'accoglienza dei giallorossi sta attraendo con forza magnetica verso il nostro Paese. Poi i casi di fuga dai centri di accoglienza, anche di alcuni soggetti positivi, la rivolta dei cittadini, le proteste dei sindaci. Bene, davanti a tutto ciò, Conte riesce ad affermare: "Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare, tanto più non possiamo tollerare che in questo momento in cui la comunità internazionale ha fatto grandissimi sacrifici, questi risultati vengano vanificati da immigrati che tentano di sfuggire alla sorveglianza sanitaria. Non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo essere duri, inflessibili. Stiamo collaborando con le autorità tunisine, è quella la strada", afferma. Insomma, "non possiamo tollerare" salvo poi farlo ogni giorno. "Non ce lo possiamo permettere", eppure il governo lo permette eccome. E infine, Conte aggiunge: "Noi dobbiamo contrastare i traffici e l'incremento dei gruppi criminali che alimentano questi traffici illeciti. E dobbiamo intensificare i rimpatri", sottolinea. Parole, parole, parole. Con che faccia, premier Conte?

E per onor di cronaca, nella notte a Lampedusa si sono contati otto sbarchi per un totale di 200 clandestini. Alcune imbarcazioni sono arrivate in modo autonomo, altre sono state soccorse dalla Guardia Costiera. Ad ora, nel centro d'accoglienza dell'isola ci sono 1.050 immigrati, quando la capienza è dieci volte inferiore. Per ovviare alla situazione, il governo ha messo a disposizione una nave da usare per la quarantena, che dovrebbe arrivare domani, martedì 4 agosto.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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