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Luciana Lamorgese alla Camera sul killer di Nizza: "Non era emerso il profilo radicale", il ministro ammette il fallimento?

Luciana Lamorgese parla alla Camera. Sul tavolo quanto accaduto a Nizza e, più in particolare, le iniziative prese per contrastare il fondamentalismo e il terrorismo islamico e sui controlli e i provvedimenti adottati nei confronti dell’immigrato tunisino individuato come autore dell’attentato nella cattedrale di Notre-Dame. L'attentatore, Brahim Aoussaoui, era infatti approdato in Europa proprio in uno dei tanti sbarchi a Lampedusa. Una notizia che ha mandato l'opposizione, e non solo, su tutte le furie.

"Tengo a precisare - ha riferito il ministro dell'Interno durante il question time - che nei confronti dell’attentatore di Nizza non erano mai emerse neanche da parte delle autorità tunisine sotto il profilo della sicurezza elementi che ne facessero presumere la sua radicalizzazione o la sua vicinanza ad ambienti del jihaidismo, analogamente non si era evidenziato nei canali della nostra intelligence". La Lamorgese ha poi precisato che "sono state diramate specifiche istruzioni ai prefetti e ai questori ai fini dell’ulteriore rafforzamento delle misure di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi consolari, religiosi, commerciali, turistici e ricreativi". Intanto però - assicura - "sono in corso approfondimenti finalizzati a ricostruire tutti gli spostamenti del tunisino sul territorio nazionale e individuare altri soggetti che potrebbero avergli fornito supporto logistico". Insomma, la Lamorgese se ne lava le mani: cosa ne sapeva lei, ministro dell'Interno, che quel tizio era un terrorista?

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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