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Corea del Nord, Washington gela Pyongyang: pronte nuove sanzioni

sabato 10 marzo 2018
2' di lettura

Washington (askanews) - Gli Stati Uniti gelano ogni proposta di dialogo con la Corea del Nord proprio poche ore dopo l'apertura di Pyongyang che aveva fatto sapere alla delegazione sudcoreana di essere disponibile a "rinunciare al proprio programma nucleare" nel caso in cui venisse eliminata la minaccia militare e garantita la sicurezza del regime. Pur credendo nella loro sincerità, come sottolineato dal presidente Donald Trump, la Casa Bianca ha risposto a Pyongyang con una chiusura, senza se e senza ma, riportando d'attualità l'omicidio del fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong Un, sostenendo che Kim Jong Nam, il 13 febbraio 2017 a Kuala Lumpur fu "ucciso dal regime nordcoreano con il gas nervino". Conclusione che ha fatto scattare l'immediata applicazione da parte di Washington di nuove sanzioni economiche contro la Corea del Nord. "Gli Stati Uniti condannano con forza l'uso di armi chimiche per commettere un omicidio - ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert - tale manifestazione di disprezzo delle norme universali contro l'uso di armi chimiche dimostra ulteriormente la natura pericolosa della Corea del Nord e sottolinea che non possiamo permetterci di tollerare un programma di armi di distruzione di massa di alcun tipo". D'altro canto, lo stesso presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva frenato sull'apertura di Kim Jong-Un, sostenendo che è "troppo presto per essere ottimisti". "Siamo solo alla linea di partenza", ha detto Moon ai leader politici dopo che i suoi emissari, rientrati dalla missione a Pyongyang, hanno annunciato l'intenzione del regime nordcoreano di trattare con gli Usa sulla denuclearizzazione.