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Nicaragua, Ortega accusa: tentato golpe ordito da vescovi e Usa

sabato 21 luglio 2018
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Managua (askanews) - Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega ha attaccato i "criminali satanici", i vescovi cattolici e gli Stati Uniti, per l'ondata di proteste che ha colpito il Paese e che ha definito un tentativo di "colpo di Stato". Il Capo di Stato ha represso le contestazioni, che dice essere finanziate "dall'impero nordamericano", in maniera violenta. "Stiamo difendendo i nostri diritti le nostre decisioni non sono quelle di Washington, appartengono a Managua", ha detto, parlando ai sostenitori in occasione del 39esimo anniversario della rivoluzione con cui è giunto al potere. Ortega ha poi attaccato i vescovi cattolici, che hanno tentato di mediare il dialogo tra lui e l'opposizione, di "essersi comportati come cospiratori". "Molte chiese sono state usate come caserme per nascondere armi e per custodire bombe per attaccatre e uccidere", ha dichiarato. Il Nicaragua vive nel caos da oltre tre mesi. Le prime manifestazioni erano iniziate il 19 aprile scorso, per protestare contro Ortega per una riforma del sistema sociale che avrebbe portato a una riduzione delle pensioni e dei programmi di assistenza per la popolazione. Le proteste sono state represse con violenza. Negli scontri sono morte oltre 280 persone.