Roma, (askanews) - Il made in Italy agroalimentare è una grande risorsa per il paese: 61 miliardi di euro di valore aggiunto, 1,4 milioni di occupati, oltre un milione di imprese e 41 miliardi di euro di esportazioni. Sono i numeri che emergono dal rapporto sulla competitività dell'agroalimentare italiano presentato da Ismea alla presenza del ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio. L'agroalimentare dunque esce dal decennio di crisi con un ruolo più forte nell'economia italiana, dimostrando una grande tenuta economica e sociale nel corso della crisi e una buona capacità di agganciare la ripresa. Il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello: "L'agroalimentare italiano è un sistema forte e riconoscibile soprattutto sui mercati internazionali. In prospettiva siamo di fronte ad una crescita mondiale di prodotti made in Italy e questo è sicuramente un fatto positivo. Ci sono alcune incertezze legate a questa deriva neoprotezionistica, a questa guerra dei dazi tra Usa e Cina che può minare l'agroalimentare italiano". Se i segnali positivi sono stati numerosi, inclusi i primati sul fronte dell'agricoltura biologica e delle indicazioni geografiche Dop e Igp, dalle analisi del rapporto emergono però ancora i problemi legati agli squilibri strutturali della filiera agroalimentare italiana. Molti in ogni caso gli elementi di riflessione che il rapporto mette a disposizione del decisore politico, tema evidenziato da Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati: "Ad esempio il ruolo del consumatore, se sei da solo come agricoltore non capisci il ruolo del mercato mentre se sei in filiera e sei aggregato magari capisci che conviene lavorare per fare la salsa piuttosto che vendere il pomodoro pelato. Sono riflessioni che dal rapporto si evincono e a noi della commissione serviranno per lavorare". Un rapporto, quello di Ismea, che come ha sottolineato il Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, non è solo la fotografia dello stato di salute del settore nel nostro Paese, ma uno strumento concreto di analisi per guardare oltre, avere una visione d insieme e pianificare il rafforzamento e il rilancio del comparto: "I dati sono positivi, vuol dire che l'agricoltura italiana, nonostante sia evidentemente sotto attacco, è una agricoltura di qualità, di persone che sanno il fatto loro, e che anche il sistema Italia sta tenendo e bene, ma deve essere assolutamente migliorato, in parte modificato. Ma come dico sempre quando si è sotto attacco si possono fare due cose, o ti difendi o attacchi. E noi attacchiamo".



