Washington, 5 lug. (askanews) - Donald Trump voleva celebrare il 4 luglio festa dell'Indipendenza statunitense con una parata in stile francese, tanto gli era piaciuta quella vista l'anno scorso a Parigi per il 14 luglio, la presa della Bastiglia. In realtà a parte la pioggia a fare da guastafeste, la sua celebrazione davanti al Lincoln Memorial a Washington è stata un po' diversa: al centro il suo discorso, quasi un'ora, a lodare gli Stati Uniti, la loro grandezza e la potenza dell'esercito. "E' lo spirito, il coraggio, l'eccellenza, l'avventura, l'ardimento, la fiducia, la lealtà e l'amore, che hanno fatto di questo paese il più eccezionale nella storia del mondo. E la nostra nazione è forte oggi come mai prima. E' più forte oggi". Accanto alla moglie Melania in abito bianco rosso e blu, e davanti a migliaia di persone entusiaste assiepate, Trump ha comunque dato una plastica dimostrazione della potenza statunitense soprattutto in campo aereo con la sfilata di bombardieri, elicotteri e caccia. Un discorso il suo interrotto da intermezzi musicali militari e denso di rievocazioni storiche. Anche fantasiose. Come quando ha attribuito ai ribelli americani contro gli inglesi l'assalto degli aeroporti. E' stato il sito del Guardian a mettere in evidenza per primo lo strafalcione. "Nel giugno del 1775, il Congresso creò un esercito unificato dalle forze rivoluzionarie in campo fra Boston e New York. Il nostro esercito controllò lo spazio aereo, speronò i bastioni, prese possesso degli aeroporti, fece tutto il necessario e a Fort McHenry sotto il bagliore rosso dei razzi, fu vittorioso" ha detto Trump. La battaglia di Fort McHenry in realtà risale al 1812. Ma soprattutto nel Settecento gli aeroporti non c'erano. Il primo volo dei fratelli Wright, peraltro elogiati anche loro nel fantasioso discorso di Trump, risale al 1903.



