Libero logo

Fibromialgia, la risposta della Lombardia si chiama FibronetCare

di TMNewsvenerdì 23 gennaio 2026
3' di lettura

Roma, 23 gen. (askanews) - La Lombardia compie un passo decisivo nella lotta alla fibromialgia con l'istituzione di FibronetCare, la prima rete regionale dedicata alla diagnosi, alla cura e al supporto dei pazienti affetti da questa complessa sindrome.

La fibromialgia colpisce dal 2 al 2,5% della popolazione italiana, con una netta prevalenza femminile, e si manifesta attraverso dolore diffuso, stanchezza cronica, disturbi del sonno, cefalea e difficoltà di concentrazione. Nonostante la sua diffusione, resta una patologia a lungo trascurata, con tempi di diagnosi che possono arrivare fino a otto anni, un periodo segnato da sofferenza fisica e psicologica che incide profondamente non solo sulla persona colpita, ma anche sulla vita familiare e lavorativa.

Il dolore fibromialgico è definito nociplastico, ossia legato a un'alterazione dei meccanismi di percezione del dolore, sia a livello centrale sia periferico. Questo significa che anche stimoli minimi possono essere avvertiti come dolorosi in modo sproporzionato. Uno dei problemi più gravi è il ritardo diagnostico: sebbene nel 20% dei casi la malattia esordisca già in età adolescenziale, la diagnosi arriva spesso solo dopo molti anni, tra i 30 e i 55 anni, quando i sintomi sono ormai cronici e invalidanti. Un dato fondamentale per comprendere il contesto clinico e personale di chi ne soffre. In diversi pazienti l'esordio è legato a disturbi come endometriosi o lombosciatalgia, che con il tempo e la sensibilizzazione corticale si trasformano in dolore diffuso, arrivando spesso nel pieno della vita professionale e familiare e amplificando il suo impatto sociale.

la Regione Lombardia ha scelto di rispondere con un progetto strutturato che unisce tecnologia, assistenza specialistica e presa in carico continuativa. FibronetCare si fonda su una rete coordinata di Centri di Reumatologia regionali e su una applicazione gratuita, disponibile su Google Play e App Store, che consente ai pazienti già diagnosticati di entrare in contatto diretto con il proprio centro di riferimento. Attraverso la piattaforma è possibile registrarsi, selezionare la struttura sanitaria e compilare autovalutazioni sui sintomi, che vengono condivise con gli specialisti per facilitare l'impostazione di percorsi terapeutici personalizzati. L'app offre inoltre servizi di supporto come "chiedi all'esperto" e "parla con lo psicologo", riconoscendo il valore di un approccio multidisciplinare alla malattia.

L'approccio terapeutico promosso dalla rete lombarda si basa sul modello bio-psico-sociale, secondo cui fattori biologici, psicologici e sociali interagiscono tra loro alterando il benessere complessivo della persona. La strategia di cura deve quindi essere costruita su misura, integrando terapie farmacologiche mirate, come antidepressivi e anticonvulsivanti, esercizio fisico regolare, supporto psicologico e tecniche di medicina complementare.

Il progetto FibronetCare è stato al centro di un incontro pubblico che si è tenuto il 22 gennaio 2026 presso l'Hyatt Centric Milano Centrale, occasione di confronto tra istituzioni sanitarie, clinici, associazioni e pazienti. Capofila dell'iniziativa è il Dott. Oscar Epis dell'Ospedale Niguarda, affiancato dal Dott. Roberto Gorla dell'ASST Spedali Civili di Brescia.

Durante l'evento ci sono stati interventi congiunti delle principali associazioni impegnate sul tema della fibromialgia, tra cui CFU, AISF ODV, ALOMAR, Libellula Libera.

FibronetCare non si limita alla diagnosi e alla cura, ma investe anche sulla formazione del personale sanitario, un passaggio chiave per ridurre i tempi di riconoscimento della patologia e superare lo stigma che ancora oggi circonda la fibromialgia. Le prospettive future della rete includono l'ampliamento dei servizi disponibili e il rafforzamento della ricerca clinica, con l'obiettivo di trasformare una diagnosi spesso per esclusione in un percorso strutturato, tempestivo e riconosciuto.

L'impatto sociale di questa iniziativa va oltre l'aspetto strettamente sanitario. Riconoscere e curare in modo adeguato la fibromialgia significa restituire alle persone colpite la possibilità di una vita più dignitosa, ridurre il rischio di invalidità e contenere i costi sociali ed economici di una patologia che, se non affrontata in modo sistemico, può compromettere profondamente la qualità della vita.