Roma, 2 mar. (askanews) - La caduta di un detrito a Dubai ripreso in diretta da chi è in crociera. Da sabato 28 febbraio circa 5.000 persone, tra passeggeri appena imbarcati ed equipaggio, sono ferme nel porto della città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti a bordo della MSC Euribia, che fa il giro dei principali porti del Golfo. Tra di loro anche i due trombettisti e amici Tony Santoruvo e Pietro Latte, che ad askanews hanno raccontato:
"Era un po' surreale la situazione perché c'erano tanti passeggeri che prendevano il sole e poi magari si vedeva del fumo in cielo", ricorda Latte. "Dappertutto si parla di Dubai sotto attacco, la questione è molto più confinata di quello che sembra all'esterno", spiega.
"Trecentocinquanta intercettazioni tra missili e droni, caduti in Paesi sparsi, tra cui anche Dubai. Quello che ad esempio è esploso a Palm Jumeirah, era un detrito di un drone", ricorda Tony Santoruvo.
"Soprattutto chiediamo veramente con il cuore di cercare di filtrare le notizie e di non diffondere fake news", aggiungono.
Il capitano e le autorità locali consigliano di non lasciare la nave, ritenuta il "posto più sicuro", dopo l'attacco congiunto di Usa e Israele contro l'Iran, mentre il Golfo è bloccato, lo spazio aereo è chiuso e in cielo sono visibili scie di missili o nuvole di fumo.
"Siamo bloccati da sabato (28 febbraio), l'inizio della crociera sarebbe stato sabato poi è rimasta bloccata per quanto accaduto. Fortunatamente noi siamo in nave, ci tengo a precisare che stiamo bene e non ci manca niente, siamo molto tranquilli, il capitano fa comunicazioni molto spesso durante il giorno, la situazione è abbastanza sotto controllo", spiega Pietro Latte.
"Ieri (domenica) c'è stato un gruppo di italiani andati in ansia, però alla fine il comandante ha avuto un incontro diretto con loro, noi ci sentiamo molto tranquilli", rassicurano.
La Farnesina ha attivato la "Task Force Golfo" che rafforza il lavoro dell'Unità di Crisi per far fronte
alle migliaia di richieste di assistenza degli italiani bloccati nei Paesi del Golfo.
"Attendere, soprattutto, avere pazienza, perché non possiamo fare molto di più che aspettare le direttive dalla varie ambasciate o consolati", aggiunge Pietro.
"L'unica cosa che possiamo immaginare è che gli aeroporto si sblocchino e riusciamo a tornare a casa o che riescano a creare dei corridoi sicuri, ma sono supposizioni che noi stiamo facendo", sottolineano i due trombettisti.
"Navighiamo a vista giorno per giorno, i nostri superiori ci dicono se si continua o non si continua con lo show, fino a ieri il Carousel Lounge era pieno, le persone ballavano sulla nostra musica, attendiamo di vedere oggi", concludono i due musicisti.



