(Agenzia Vista) Roma, 10 dicembre 2020 Agenda 2030, Cannarella (CNAPPC): "Vogliamo contribuire a migliorare l'inclusione urbana" L’inclusione delle persone con disabilità è una condizione essenziale per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza. Questi obiettivi sono fondamentali per l’agenda Onu 2030, per non lasciare indietro nessuno, perché l’impegno a realizzare i diritti delle persone con disabilità non è solo una questione di giustizia, a è anche e soprattutto un investimento per un futuro comune. In settembre 2015 le nazioni unite hanno approvato l’agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile in cui sono contenuti i 17 obiettivi principali, i 17 goals e le 169 modalità attuative. L’obiettivo principale è porre fine all’estrema povertà. Per la prima volta però gli obiettivi includono esplicitamente anche le persone disabili. 5 dei 17 goals contengono infatti espliciti riferimenti a persone disabili e 3 li contengono in forma indiretta. La crisi globale da Covid-19 sta aggravando le disuguaglianze preesistenti, esponendo a rischi maggiori le persone disabili, rendendo ancora più imperativa la necessità di intervenire concretamente a loro favore., dando attuazione all’agenda Onu. Le persone con disabilità nel mondo sono circa un miliardo, sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società e sono anche tra i più colpiti dal Covid in termini di vittime. Lo scorso 3 dicembre si è svolta la giornata internazionale delle persone con disabilità, nell’occasione la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha posto l’accento sull’importanza dell’inclusione didattica evidenziando che nella legge di bilancio è prevista l’immissione in ruolo di 25.000 nuovi docenti di sostegno. Il tema scuola è uno dei temi più importanti della politica del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. I cambiamenti epocali in atto a livello internazionale rendono indispensabile accelerare il superamento del modello industriale di scolarizzazione caratterizzato da aule statiche e docenze frontali. La ricerca educativa ha evidenziato la necessità di diversificare gli approcci didattici per trasformare l’insegnamento da passivo in attivo che necessita di ambienti funzionali a tali obiettivi, che la maggior parte dei 42.000 edifici scolastici italiani oggi non è in grado di offrire. Come si evince anche dal rapporto finale “idee e proposte per una scuola che guarda al futuro” elaborato dal comitato di esperti del ministero dell’istruzione gli ambienti di apprendimento della nuova scuola richiedono un profondo ripensamento degli spazi educativi. C’è bisogno di architettura affinché le problematiche della città e della scuola non abbiano esclusivamente le caratteristiche della risposta all’emergenza, ma anche e soprattutto quelle di un vero progetto di futuro. Intervista a Lilia Cannarella, vice presidente aggiunto CNAPPC. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



