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Armando Siri, lo sfogo di Francesco Paolo Sisto alla Camera contro Conte: "Lo revoca perché lo decide un pm"

La revoca del sottosegretario leghista Armando Siri da parte del premier Giuseppe Conte "è di una gravità assoluta" secondo il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, che questa mattina alla Camera ha sfogato tutta la sua indignazione contro il presidente del Consiglio. Sisto da avvocato e convinto garantista ha provato a spiegare quanto fosse pericoloso il precedente creato dal governo, con la revoca di un suo membro dopo l'apertura dell'indagine su Siri: "Significa che il nostro paese è nelle mani di chi decide di indagare qualcuno. Io credo che questo sia un principio di civiltà su cui tutti dovremmo riflettere". Leggi anche: Di Maio, prima del voto su Siri la vergogna estrema: "Perché Salvini lo protegge" La questione secondo Sisto non riguarda solo le beghe interne tra M5s e Lega, il principio che c'è dietro la mancata tutela di un membro del governo nei confronti della magistratura è ben più pesante di quanto non si consideri: "Non è solo un problema politico, ma istituzionale. È un attacco alle istituzioni vero e proprio. Un governo che si auto-revoca perché interviene una Procura. È un gesto unilaterale, presidente. Non lo dimentichi - ha detto rivolgendosi al premier - Siamo di fronte alla scelta di un organo inquirente nei confronti di un Paese. E il governo che fa? Revoca un sottosegretario perché un pm lo decide". L'intervento di Sisto è uno sfogo in crescendo, fino all'appello disperato nei confronti del governo e dei colleghi parlamentari: "Ma ci vogliamo svegliare in questo Paese? O vogliamo consentire che la politica, il Paese, le istituzioni, la Costituzione siano nelle mani delle procure? Sveglia! Sveglia!".

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