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Quelle Sorelle all'ombra dei sassi

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Sorelle coltelle

Ana e Anna

Matera è un luogo di fascino estremo. Ma è pure una città su cui, cinematograficamente parlando, soffia una temibile sfiga.

Prima Pasolini col massacro del suo gesù travet del Vangelo secondo Matteo; poi i vari, cruentissimi crocefissi di Mel Gibson; oggi, le Sorelle angoscianti della brava regista Cinzia Th.Torrini. Sorelle è la nuova fiction giallo-esoterica di Raiuno (giovedì, prime time) in cui Elena, una tizia dalla vita sessuale un tantino -diciamo- esuberante un giorno non torna più a casa. Si scopre che, uccisa da ignoti, la donna lascia non solo un vuoto tra i tre figlioletti educati alla libertà più sfrenata (cantano, tutt’insieme la Marsigliese, la sera, prima di coricarsi) e divenuti orfani all’improvviso; ma pure che, da morta, compare in sogno alla sorella Chiara e alla madre già carezzata dal Parkinson di suo.

Nonostante l’inquietudine che m’assale ogni volta che scorgo i Sassi in tv, la suddetta fiction ha l’inevitabile pregio delle scrittura. Nella quale sono mescolati, con finezza, vari generi: il dramma sentimentale (in passato Chiara era fidanzata con Roberto, ingegnere, poi marito di Elena e padre dei tre figli); il thriller (l’omicidio e l’indagine svolta da un’amica d’infanzia di Chiara divenuta ispettore di polizia); il misterico (finestre che si aprono, luci che s’accendono da sole, l’idea di uno spettro che s’aggiri alla ricerca della verità). I critici letterari parlerebbero di caligini neogotiche. Io mi limito ad osservare che i personaggi sono scavati in chiaroscuro, dall’amante ragazzino della protagonista che la ritrae in ogni posa con l’ossessione d’un serial killer, alla nonna rintronata dalla gioia e dal terrore, al marito di Elena che finisce in galera come sospettato. Ed emerge una Matera rivelatasi sottobosco vischioso di dicerie, malelingue ed invidie dei vicini; al punto che mi stupisco del fatto che, se davvero la città è così orribile, la famiglia protagonista abbia insistito nel viverci per una ventina d’anni. Le atmosfere che vi si respirano sono quelle dei grandi teleromanzi Rai anni 70, a partire dal Segno del comando; gli attori sono in palla, Ana Caterina Moraru, Anna Valle e Loretta Goggi su tutti.  Sicchè la  fiction Rai dell’ultimo periodo si conferma d’ottima fattura.

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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