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Franceschini e l'sms per l'8 marzo

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Franceschini e l'sms per l'8 marzo

Lo mando (l’sms) o non lo mando? Quante volte il dilemma ci ha paralizzato davanti al display del telefonino. Che poi è l’evoluzione tecnologica del celebre quesito morettiano: mi si nota di più se eccetera, eccetera. Oggi è successo a Dario Franceschini, capogruppo del Partito democratico alla Camera dei Deputati.  L’interrogativo era se inviare o no un messaggio di auguri alle donne del gruppo, visto che era la Festa della Donna.  Franceschini se ne era dimenticato. O aveva ritenuto non ce ne fosse bisogno. Ma qualche onorevole donna della pattuglia glielo ha fatto notare. Che fare? Il capogruppo ha fatto un veloce sondaggio.  Il risultato è che le deputate più mature consideravano un dovere l’sms di auguri. Al contrario di quelle più giovani, tra cui Pina Picierno, che non solo ritenevano non fosse necessario, ma che, anzi, lo hanno vivamente sconsigliato. <Ma quale sms! Io non lo voglio. Sono cose orripilanti! San Valentino, la Festa della Donna… Che c’è da festeggiare?>.

Alla fine, Franceschini ha deciso per il politicamente corretto. Sms di auguri a tutte le donne del gruppo. Di mimose non si è proprio parlato. Luigi Lusi è fuori uso.  E Antonio Misiani, tesoriere del Pd, non è in vena di distribuire soldi.

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