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La tremenda nemesi di Kony

L'autore del filmato più visto del momento impazzisce

Martino Cervo

Martino Cervo

Martino Cervo, 30 anni, è caporedattore centrale di Libero dove lavora da quando lavora. Qui si occupa di racconti ameni e no, come diceva Guareschi, cui indegnamente si ispira. Co-autore di un libercolo su Obama, è su Twitter. Ma non sporca.
La tremenda nemesi di Kony
Se c'è un meraviglioso segnale dell'impazzimento cui può portare il mix tra impegno a basso costo (salvo il mondo con un clic) e social network, questo è Kony 2012. Il nome è ormai stranoto: è il video che racconta le gesta di Joseph Kony, pericoloso latitante accusato di reclutare bambini-soldato in Africa. L'eco del filmato è finita nelle prime pagine dei giornali, ha attirato il supporto di vip in ogni parte del mondo, ha raggiunto i 100 milioni di visite in sei giorni stabilendo un nuovo record mondiale. Il video è definibile, se non una bufala, quantomeno uno specchio distorto: di Kony non si hanno notizie da tempo e non è percepito come minaccia reale. Poi il premier ugandese, Amama Mbabazi, si sia affannato a ringraziare via Twitter mezzo mondo, da Justin Bieber ad Angelina Jolie fino a George Clooney (mentre lo arrestavano) spiegando però che "Kony non è in Uganda" (#KonyinstinUganda l'hashtag usato dal presidente del consiglio del Paese). Ora c'è l'incredibile nemesi toccata a Jason Russell, tra gli autori del video e fondatore di Invisibile Children Inc, mega-azienda dedicata alla raccolta fondi per catturare Kony: Russell è stato arrestato a San Diego perché, in stato non proprio normale, si stava masturbando danneggiando delle autovetture completamente nudo. C'è perfino un video della scena surreale. C'è solo da capire se sia vero, e in ogni caso quale sia la morale della storia.

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