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Il commento

Per non essere degli schiavi
dobbiamo uscire dall'euro

Monti è un esponente dei club finanziari che hanno eroso la libertà delle singole nazioni

Il rigurgito terrorista e la debolezza dei partiti hanno rafforzato il premier: ma adesso è ora di darci un taglio
Per non essere degli schiavi
dobbiamo uscire dall'euro

I partiti politici non hanno superato, com’era del resto ampiamente prevedibile, la prova delle elezioni amministrative. Sconfitte diverse, ma tutte nette e definitive. Il Popolo delle Libertà è stato semplicemente ignorato. Con il suo leader in vacanza in Russia, la sua classe politica si è guardata allo specchio, scoprendo di non essere mai esistita. E comunque il famoso “patto con gli italiani” è rimasto in larga parte lettera morta. Il Terzo Polo, formato in larga parte da “traditori” degli altri due poli, è abortito ancora prima di nascere. La Lega Nord, da parte sua, persa in un modo così brutale la propria verginità, si è arroccata nei propri storici quadrilateri del veronese, che la tengono sì in vita, ma in stato di coma vegetativo permanente. Il Partito Democratico pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili, come il Candido di Voltaire: di fronte al terremoto, si consola sostenendo che una sconfitta limitata - con la perdita di circa il 2% delle preferenze - equivale ad una vittoria. Dulcis in fundo: un italiano su tre non è neppure andato a votare e questo rende difficile pensare che qualcuno, compresi i grillini, abbia davvero vinto. Nessuno dei partiti italiani ha conquistato i milioni di voti degli elettori: sono voti che lasciano una sensazione di vuoto: quasi la metà del corpo elettorale non si riconosce più nei partiti. 

Politica assente - Questo è il dato fondamentale che emerge dalla tornata elettorale: non ci sono forze politiche che rappresentano i bisogni materiali e spirituali autentici degli italiani. Il presunto successo dei grillini ne costituisce la controprova. Il cosiddetto “voto di protesta” è un ibrido tra il non-voto e la reazione “luddista”, ma è in ogni caso quanto di più politicamente innocuo e neutrale possa esserci: è la valvola di sfogo che il regime concede. Questo dissenso non è contro, ma a servizio dell’autorità: quello dei grillini rappresenta esattamente la percentuale di “no” di cui il governo tecnico di Monti ha bisogno per continuare a sostenere un presunto “stato d’eccezione” nel Paese, per continuare a legittimarsi come l’unica forma d’autorità in grado di prendere il posto dei partiti politici.

Supplizio prolungato? - E c’è chi già si è spinto a scommettere sulla possibilità di prolungare quel mandato anche dopo le elezioni. Come già osservava Ernst Jünger, «tracciando la sua croce in quel punto rischioso, il nostro elettore ha fatto esattamente ciò che il suo potentissimo nemico si aspettava da lui». Così l’esercizio del diritto di voto crea artificiose maggioranze e minoranze che non rispecchiano più in alcun modo la realtà. 

Vince Monti - Possibile che nessuno abbia capito che il vincitore di queste elezioni è uno solo, che ha conquistato tutti i voti, l’unanimità, che è davvero riuscito a trasformare un’elezione democratica in un plebiscito a suo favore? Il governo Monti. A rafforzare l’unanimità, la “coesione nazionale”, sembra che sia giunta l’ondata di terrorismo degli ultimi giorni. Il classico specchietto per le allodole, se non avesse dietro di sé già una lunga striscia di sangue. La minaccia terroristica, nella storia di questo Paese, prelude sempre alle retoriche dei governi di unità e solidarietà nazionale, di fatto alla neutralizzazione della critica politica ed alla repressione di ogni forma di dissenso. 

Il finto plebiscito - Tutto ciò crea una finta atmosfera da plebiscito a favore del governo Monti. Nel voto, sono stati occultati e rovesciati i bisogni reali degli italiani. Nemmeno un singolo “no” ha potuto esprimere ciò che avrebbe davvero voluto dire, ossia che gli italiani - come i greci del resto - ne hanno le palle piene dell’euro e dell’Europa, sono stufi di politiche ed economie che stanno portando alla miseria intere popolazioni. La moneta unica è stata fondata sull’espropriazione della sovranità dei popoli europei da parte di un potere invisibile, ma non per questo meno reale, di banchieri e finanzieri appartenenti ad esclusivi clubs e gruppi di decisione e pressione, rappresentato, in Italia, prima da Ciampi e Prodi, e ora da Monti e Draghi. A partire dal Trattato di Maastricht (1992), il quale istituì l’Unione Europea fondata sui cosiddetti “tre pilastri” (le Comunità europee, la politica estera e di sicurezza comune, la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale), gli Stati hanno visto costantemente ridotte le proprie libertà e sottratti i propri poteri. Il Trattato di Amsterdam (1997) ha determinato poi l’espropriazione del settore della giustizia e degli affari interni, quello di Nizza (2001) ha portato a compimento l’immagine dell’Unione come “Comunità di diritto”, infine, il Trattato di Lisbona (2007) ha abolito i “pilastri” e si è presentato come una sostanziale “Costituzione dell’Europa”, nonostante proprio contro un’idea di costituzione europea si erano espressi i popoli europei, con il referendum tenuto in Francia e nei Paesi Bassi nel 2005.Si può uscire da questa situazione? Certo, liberandosi d’un colpo di questa doppia divinità malvagia: l’euro e l’Europa. 

Confini perduti - Occorre l’immediato ripristino dei nostri confini nazionali, divenuti puri concetti geografici dopo gli accordi di Schengen, integrati a partire dal 1997 nelle strutture comunitarie. Nello “spazio Schengen” le frontiere esistono ancora solo come linee geometriche, prive di ogni rilevanza politica, del loro essere segno visibile della sovranità di ciascuno Stato. Lo Stato italiano cominci intanto a riprendersi la propria sovranità sul suo territorio nazionale. Occorre, inoltre, la fine di questo sistema parassitario ed usuraio di economia monetaria e finanziaria. Sono gli Stati ad essere i creditori dell’Europa, sono i popoli che anticipano ai banchieri il capitale di cui essi hanno bisogno, e soltanto con un gioco di prestigio questi stessi popoli e Stati ne divengono improvvisamente i debitori costantemente insolventi. Non c’è nessuna trattativa da intraprendere con i banchieri di Bruxelles. Il Trattato di Lisbona, all’art. 50, ha inventato un complicato congegno di «recesso dall’Unione»: lo Stato membro che decide di uscire dall’Europa, dovrebbe notificare la propria intenzione al Consiglio Europeo, e negoziare poi direttamente con l’Unione un accordo «volto a definire le modalità del recesso». Ma la denuncia dei trattati non si negozia, è una decisione del popolo sovrano che, una volta presa, si limita ad essere notificata alle altre parti. Non abbiamo bisogno né di revisioni né di accordi di recesso dai trattati, ma soltanto del loro stralcio. Un nuovo ordine politico a livello europeo è difficile da vedere, ma l’Europa dei banchieri è in agonia, bisogna avere il coraggio di darle il colpo di grazia. 

di Paolo Becchi
*Ordinario di Filosofia del diritto all'Università degli studi di Genova

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Commenti all'articolo

  • daigino

    20 Maggio 2012 - 21:09

    certo che ci sono economisti che sostengono l'opportunità di uscire dall'euro, Paul Krugman per esempio, cui hanno dato pure il nobel per l'economia, pensa un po'! non ti fidare di giornale e TV, ragiona con la tua testa e rielabora le informazione che già hai. per esempio: dici che l'export italiano sarebbe tassato. sbagliato, perché esiste il wto, che è quell'accordo globale che impedisce a noi di tassare l'import dalla cina, per la stessa ragione non succederebbe all'export italiano, non credi? quando ti raccontano che la benzina costerebbe cifre impossibili, dovresti pensare alla polonia, che è il paese con la maggior crescita della UE, che non ha l'euro e che ha una moneta che non puoi certo dirmi che sarebbe egli valutata della lira, eppure lì le macchine girano, mica la benzina costa un patrimonio! non farti ingannare, guarda i fatti e ragiona!

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  • AlesDavoli

    17 Maggio 2012 - 01:01

    2. La mobilitazione dell’Esercito, della Marina e dell’Aviazione, conseguente alla dichiarazione di allerta generale, per prevenire qualunque atto esterno o interno contro la sovranità dello Stato, l’integrità territoriale o che possa portare minaccia al popolo italiano o all’ordine sociale. Dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per l’Arma dei Carabinieri e per tutte le Forze di Polizia. 3. La vigilanza armata da parte dell’esercito, in coordinamento con l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale dello Stato, di tutte le sedi delle principali istituzioni pubbliche e di interesse pubblico; Ministeri, Prefetture, Questure, basi militari, aeroporti e porti principali, centri di telecomunicazione, elettrodotti, acquedotti, bacini e dighe, banche, uffici postali, infrastrutture di comunicazione stradale e ferroviaria. 4. Il rientro delle truppe, delle forze di pace, dei mezzi e dei consiglieri militari italiani stanziati in Libano,

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  • imahfu

    16 Maggio 2012 - 23:11

    Sa che l'uscita dall'euro sarebbe una catastrofe. Non sto a ripetere le ragioni esposte da diecine di TV e giornali. La lira sarebbe svalutata e l'export italiano sarebbe tassato. Potremmo far concorrenza al Botswana, al Centrafrica e al Trota. Non c'é economista - anche marcatamente di destra che dica il contrario - Le critiche sono altrove: sul 'come' é stata condotta la politica monetaria non tenendo conto di quella reale e dei paesi emergenti ma la crisi- permanene - é né piu', né meno che l'aver vissuto oltre i mezzi a disposizione e non avertenuto conto che quanto in passato si esportava in Cina, India , Brasile e estremo oriente, ora questi paesi esportano da noi. In totale quasi mezza popolazione mondiale. E volete che la Padania sia sufficiente?C'é un nuovo ordine mondiale, c'é la caduta del collettivismo e del liberismo. Lo Stato, onesto e efficiente deve riprendere in mano le redini perché uno Stato non é altro che un'rganizzazione di persone

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  • Libero Di Rino (LDR)

    16 Maggio 2012 - 23:11

    Chi comanda in Italia e in Europa sono i Banchieri amici dei politici. Cerchiamo di cacciare questi banchieri e amici dei banchieri che ci stanno impoverendo sempre più.Quali vantaggi ci ha dato l'euro? I vantaggi l'hanno avuto i nostri capitalisti, banchieri e politici che si sono appropriati dei nostri risparmi: Sembra di vivere in un mondo di mafiosi!

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