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Tasse, lavoro e mutui

Cosa cambia nella tua vita
con lo spread alle stelle

Cosa cambia nella tua vita
con lo spread alle stelle

 

Spread, differenziale, Btp, Bund. Una squela di paroline con le quali nostro malgrado abbiamo cominciato ad avere particolare confidenza dalla scorsa estate. Da quando il mostro "sempre più grosso" previsto già anni fa, agli albori della crisi, dal ministro Giulio Tremonti ha cominciato a mangiarsi, dopo Portogallo, Grecia e Irlanda, anche l'Italia. Ed ecco che con il ritorno dell'estate (sotto il segno dei tecnici), pur non avendole mai dimenticate del tutto (proprio mai), le già citate paroline si sono riprese tutta la scena: nei telegiornali, sui quotidiani, alla radio, spesso anche nelle discussioni tra amici. Il punto è che le ripercussioni dell'impennata dello spread sono evidenti per tutti, e non soltanto per chi ha il compito di vigilare sui conti dello Stato e su scenari macroeconomici. La prima lampante evidenza è relativa alle manovre varate dal governo Berlusconi e da quello Monti poi: una pioggia di tasse, firmate soprattutto dal professore, che hanno portato la pressione fiscale del Belpaese a livelli mostruosi (quella reale è al 55%, ma in casi distorti arriva anche al 70%). Una pioggia di tasse che, di fatto, ha svuotato le nostre tasche. E tutto ciò, di fatto, per colpa del famigerato spread, su cui pesa il nostro debito pubblico e l'incapacità dell'Italia di creare occupazione.

Banche e tasse - Già da un anno, insomma, l'andamento delle aste dei titoli di Stato e dello spread condiziona la programmazione e le spese delle famiglie italiane che, nella maggior parte dei casi, nemmeno pensano alle aste stesse. I conti dell'Italia, disastrati, rendono disastrati anche i nostri conti in banca. Ma perché? I motivi principali sono due. Il primo: le banche sono i primi acquirenti di titoli di Stato italiani, ne hanno miliardi in cassaforte, e più cresce il rischio insolvenza dello Stato, detto in soldoni, più cresce il rischio che le banche falliscano. Per questo motivo le azioni dei nostri istituti perdono quotidianamente valore: sono fragili, e gli investitori si liberano delle cedole. Poi il secondo motivo: più è alto lo spread, più sono alti i rendimenti dei nostri titoli di Stato, più è alto il costo di rifinanziamento che deve affrontare il Tesoro. E se il denaro, per l'Italia, è sempre più costoso, il Tesoro si rivale sulle nostre tasche: se rifinanziarsi costa troppo sui mercati, è più semplice e meno oneroso farlo pescando dai risparmi degli italiani.

Crisi del credito e disoccupazione - Le due circostanze generano un effetto a cascata, innescano una serie di meccanismi che pesano come macigni sulla nostra vita quotidiana. Le banche sempre più deboli, nonostante gli aiuti della Ue e della Bce, non concedono più credito né alle imprese né alle famiglie. Il rischio di un credit crunch mortale, lo scorso novembre e dicembre, è stato scongiurato. Ottenere fidi dagli istituti, però, è rimasta un'impresa ardua, e in considerazione delle ultime evoluzioni sui mercati rischia di diventare sempre più difficile. La conseguenza, nell'immediato, è che le imprese (che già di loro hanno diminuito la domanda e aumentato la quota di crediti in sofferenza o incagliati) hanno maggiore difficoltà a ottenere quel credito necessario per sopravvivere. Minore è la liquidità, maggiori sono le chiusure di aziende: una circostanza che viene confermata dalla galoppata del tasso di disoccupazione (oltre al 10%, mentre quella giovanile ha scollinato oltre il 36%). Poi il capitolo dei mutui, che partendo sempre dalle banche riguarda più da vicino la vita delle famiglie: gli interessi sono sempre più alti e le possibilità di ottenerli sempre minori, come segnala il corllo di mutui per l'acquisto delle case (che in parallelo all'effetto-Imu contribuisce al crollo del valore del mercato immobiliare e del valore degli immobili stessi). 

Recessione prolungata - In sintesi, gli effetti dello spread sulla vita di tutti i giorni sono pesantissimi: una pioggia di tasse, la contrazione del credito, mutui sempre più cari, una disoccupazione galoppante, aziende che falliscono e altre imprese che non si possono permettere di assumere. Secondo le stime elaborate dalla Banca d'Italia, la ripresa dopo la lunga recessione del Belpaese è prevista per il primo semestre del 2013. Peccato però che quelle previsioni fossero legate a uno scenario in cui lo spread tra i Btp e il Bund tedesco si attestasse intorno ai 450 punti base (una quota che soltanto un mese fa pareva sempre più lontana). Oggi lo spread flirta con quota 520 punti base: la recessione rischia di essere ben più lunga, e le conseguenze di quelle tre cifre sulla vita di tutti i giorni ancor più drammatiche.

 

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Commenti all'articolo

  • tonymartinico

    26 Luglio 2012 - 08:08

    Se tutti pagassero le tasse, compresi i proprietari delle camere date in locazione agli studenti delle varie università - invece di dichiararli "Ospiti" !!! - potrebbero contribuire un po' a risollevare il paese, oltre a diminuire le varie indennità e stipendi ai parlamentari che è una grande vergogna per i cittadini onesti!

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  • liberal1

    26 Luglio 2012 - 05:05

    Ho sentito dire che a napoli nessuno ha pagato l'IMU che faranno adesso li metteranno in galera o gli toglieranno la casa a questo punto non pagare le tasse ingiuste è un diritto e se il governo e la politica fallissero sarebbe la nostra salvezza le prossime rate spero che l'Italia intera non paghi Napoli insegna non serve manifestare per prendere le botte in strada come in spagna basta scioperare contro il fisco vampiro tanto se non paghi è uguale a come se pagassi non hai i servizi mantieni solo la casta la rai e tutti i carrozzoni, e tu cammini su strade rotte e ne anche l'acqua hai in casa vero? Lo sciopero fisKale e quello delle urne sono la nostra salvezza se l?Imu serviva ad abbassare lo spread non è servito a niente stiamo peggio del governo precedente che io ho sempre difeso e difenderlo alla faccia dei tedeschi che mi vogliono togliere il diritto di voto: Se Monti e la politica avessero le palle usciremmo dall'Europa e ricominciamo FORZA NAPOLI sii la luce dell'Italia

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  • liberal1

    26 Luglio 2012 - 04:04

    Conoscete soros quello che dice come dobbiamo fare? o quello che ha deciso la fine dell'euro? quale conoscete? Ma tutto questo è irrilevante mettetevi l'anima in pace la crisi finirà nel 2023 siamo nel mare in tempesta più vi agitate e più c'è il rischi di affogare perciò rimanete calmi fate la spesa normalmente sfruttate le offerte e create nuovi mercati, e come adesso dice Monti pensate all'economia reale quando lo diceva Silvio tutti a prenderlo per il culo stronzi ritardati mentali che avette affossato l'Italia per l'odio che avete in corpo cari comunisti. Ma adesso è passato la crisi si combatte lavorando non scioperando altrimenti fate il gioco degli speculatori se amate l'Italia lavorate qualche ora in più per noi e non per i papponi di stato quelli ci saranno sempre compresi i Professori sono diventati dei magnaccia più pensiamo al nostro benessere personale e più ci salviamo non è egoismo è la volontà di DIO non dobbiamo impoverirci vaffanculo alla politica pensiamo a noi.

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  • imahfu

    26 Luglio 2012 - 00:12

    La differenza tra i nostri tassi a 10 anni (BTP) e i 'Bund' (titoli di Stato tedeschi)entra in giuoco quando noi emettiamo titoli (o rinnoviamo quelli scaduti). Fino a quel momento lo spread non fa proprio nulla se non essere indice dell'umore dei mercati (su e giu', talora). L'articolo menziona che Tremonti... Non é vero, anzi paghiamo più del dovuto proprio per la cecità di Tremonti per tre anni circa (''l'euro non ci sta bene, era meglio la lira....''' - che stupidaggine tremontiana !), Poi, spread o non spread , se l'economia reale non migliora o da' segni di migliorare, il discorso diventa quello del sesso degli angeli.

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