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Dal 1 gennaio 2013

Nuovo anno, altra stangata:
imposta di bollo su del 50%
per i conti deposito in banca

Il costo delle comunicazioni periodiche degli istituti passerà dallo 0,1 allo 0,15%. Abolito anche il tetto massimo di 1.200 euro

E pensare che fino al 2011 l'imposta era fissa a 1,81 euro per comunicazione. E in molti casi erano gli stessi istituti di credito ad accollarsela
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Nuovo anno, altra stangata:
imposta di bollo su del 50%
per i conti deposito in banca
E pensare che fino al 2011 l'imposta era fissa a 1,81 euro per comunicazione. E in molti casi erano gli stessi istituti di credito ad accollarsela

 

Nel mare di tasse che nel corso del 2012 il governo Monti ha rovesciato addosso agli italiani, può capitare che se ne perda il conto. Soprattutto quando l'introduzione viene fissata a un termine successivo, magari per far mandare giù la pillola meno dolorosamente, o per questioni burocratiche. E' così possibile che molti si siano dimenticati che dal 1° gennaio 2013 l'imposta di bollo sui conti deposito passerà dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza di quest'anno, in cui esiste un tetto massimo 1.200 euro). Un aumento di ben il 50% approvato dal governo il 24 febbraio scorso. E pensare che fino al 2011 l'onere era pari a soli 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela, con la stragrande maggioranza delle banche che erano ben disposte ad accollarselo per sbandierarne nelle pubblicità. Il conto di deposito, nella sua forma più diffusa, è infatti assimilato a un contratto di deposito a risparmio. Una qualificazione che aveva permesso, fino al 31 dicembre 2011, di assolvere il bollo nella misura fissa di 1,81 euro su ciascuna comunicazione periodica trasmessa alla clientela in contropartita con un conto di appoggio della stessa banca con la medesima intestazione.

Ora tutto cambierà. Non a caso nei mesi scorsi diversi istituti (tra i quali, per esempio, Mediolanum o CheBanca!) hanno proceduto a una modifica di contratto unilaterale, comunicando ai clienti che sui rapporti (anche vincolati) in essere la banca non si sarebbe più accollata l'imposta di bollo, come invece pattuito al momento della stipula del contratto. 

 

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Commenti all'articolo

  • gitex

    29 Ottobre 2012 - 17:05

    fallimonti prima ci riduca sul lastrico; quindi caro berlusca, stacca sta maledetta spina

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  • S.Barbara

    26 Ottobre 2012 - 19:07

    Insomma, non capisco, quando pochi rubavano le Brigate Rosse si davano un gran daffare. Adesso che moltissimi rubano e rapinano a viso acoperto (intendo i politici), le Brigate Rosse non ci sono. E si che avrebbero un gra daffare, se volessero. Mah, mi sa tanto che non sono mai esistite.......

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  • osicran2

    26 Ottobre 2012 - 15:03

    Ho letto bene? Si intende assoggettare a tassa di bollo tutte le comunicazioni che la banca fa al correntista? Se ciò dovesse essere vero assisteremmo ad un crollo dei c/c e dei depositi bancari!Attualmente le banche inviano ai propri correntisti e depositanti una marea di comunicazioni per cui un'eventuale tassazione delle medesime sarebbe un salasso economico insostenibile!

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