Cerca

Sprechi senza fine

Terme, camping e casinò: lo spreco ci costa 13 miliardi all'anno

Terme, camping e casinò: lo spreco ci costa 13 miliardi all'anno

Stipendi stratosferici, assunzioni clientelari, servizi inadeguati. Benvenuti nella galassia delle partecipate, una galassi di sprechi che distribuisce appalti e stipendi con una generosità che fa rabbrividire. Repubblica in edicola oggi mette sotto la lente i conti di molte società partecipate dalle amministrazioni locali. Secondo l'Istat e limitando il campo alle 4500 imprese sopra i 100 dipendenti e dove la presenza pubblica è sopra il 50% del capitale l'impatto è pari a per un quinto dei dipendenti e un quarto degli utili di tutte le imprese in italia. Solo a Roma tra il 2008 e il 2010 nmelle società che fanno capo al Campidoglio, il personale è cresciuto di almeno 3500 unità- a Uil e il centro sociale ricerche Eures hanno calcolato in 28 milioni di euro il costo egli organi di vertice e di dirigenti delle società capitoline dove spiccano i 5,8 milioni dell'Acea e soprattutto gli oltre 13 dell'Atac, l'azienda del trasporto locale travolta dallo scandalo Parentopoli. Le imprese partecipate che nel 2009 erano 6470 sono diventatr 7340 nel 2011 e risultano 7700 oggi. Nel 2011 viaggiavano con una perdita di circa 800 milioni se si aggregano le attività in profitto e quelle in rosso.


Casinò, terme e bagni Desolante il quadro dei casinò e delle terme che pure potrebbero rappresentare una fonte di guadagno continuo per lo Stato- Nel 2011 il Casinò di Campione d'Italia, partecipato dal Comune di Como, ha chiuso il bilancio con una perdita da 40 milioni di euro abcge se il suo top manager Carlo Pagan percepisce uno stipendio da 311.658, 53 euro lordi. Profondo rosso da 16 milioni di euro anche per il Casinò di Venezia ma il suo direttore generale - secondo quanto scrive Repubblica - ha uno stipendio da 250mila euro lordi. C'è poi il comune di Genova che, per i Bagni Marina Genovese ha sommato in tre anni ha sommato pià di 320mila euro di perdite. Ancora più pesanti le cifre per quanto riguarda il mondo delle terme che pure attirano ogni anno milioni di persone. Le terme di Montecatini offronto varie cure a base di fango a prezzi alti eppure sono in perdita di 1,6 miolioni sul 2011. Salsomaggiore registra un rosso di 3,2 milioni, più o meno quanto il buco di Agnano, a Napoli. Repubblica cita il centro studi di Confindustria che ha calcolato come, azzerando la partecipazione nelle imrpese che non svolgono servizi pubblici, lo Stato risparmierebbe 12,8 miliardi di euro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • littlefrancisco

    29 Marzo 2014 - 12:12

    Ma perchè, qualcuno pensava che l'enorme debito pubblico che ci affligge fosse a causa di una botta di sfiga? Dissipare sperperare, scialacquare sono attitudini ubiquitarie nella P.A. inseme a rubare, corrompere e costruirsi(per legge) vantaggi,vantaggini e vantaggetti di ogni tipo: tanto alla fine tutto verrà pagato dai servi della gleba, da quel popolo di coglioni che, imperterrito,va a votare.

    Report

    Rispondi

  • Garrotato

    29 Marzo 2014 - 11:11

    Andare in rosso sulla gestione di casinò e terme vuol dire proprio essere del tutto deficienti. Confindustria ha ragione: smantelliamo o privatizziamo questi baracconi parassitari. Non si può togliere il pane di bocca a chi lavora per tenerli in piedi.

    Report

    Rispondi

blog