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La strategia del governatore

Mario Draghi, il piano contro Angela Merkel: colpire il punto debole di Berlino

Mario Draghi

Se la Bce non riuscisse a reflazionare l’Eurozona, l’impoverimento ne amplificherebbe la frammentazione e porterebbe all’implosione dell’euro. Ma la Bce non ha tutti gli strumenti posseduti da altre Banche centrali. Per esempio, l’americana Fed ha nel suo statuto la missione non solo di combattere l'inflazione, ma anche quello di stimolare la crescita, con mezzi e modi illimitati in caso d’emergenza. Infatti, nel picco di crisi, la Fed comprò direttamente titoli  emessi dal Tesoro statunitense permettendo ad Obama di aumentare la spesa pubblica in deficit senza troppi costi nonché di svalutare il dollaro per dare impulso all’export e, più importante, immettendo tanta liquidità nel sistema sia nazionale sia mondiale da far crescere le Borse affinché trainassero la ripresa delle fiducia nell'economia reale. Ora l'America è in boom. La Bce ha nel suo statuto solo l'obiettivo di mantenere vicino al 2%, né sotto né sopra, l'inflazione. Poi non può comprare debito direttamente, ma può farlo solo sul mercato secondario.

In sintesi, Draghi si trova con strumenti limitati, in una situazione dove Francia ed Italia fanno finta di tagliare spesa e tasse e la Germania non reinveste il suo surplus da esportazioni. In più, nell’Eurozona la trasmissione dello stimolo monetario all’economia reale è ostacolato da regole di mercato e intermediari finanziari molto meno efficienti di quelli statunitensi, situazione che rende il pur necessario allentamento monetario (Quantitative Easing) in Europa molto più incerto di quello attuato in America. Per altro il mercato prevede ed auspica una mossa americana da parte della Bce: stampare moneta comprando debito, così aumentando la liquidità (per circa 1000 miliardi di euro) e svalutando la moneta per ottenere la reflazione del sistema. Probabilmente Draghi non potrà fare, per i motivi detti, un’azione copiata dall’America, ma sta comunicando che una cosa simile è necessario farla, la tecnica specifica ancora un segreto.

Avrebbe dovuto farlo già più di un anno fa, ma non ha avuto il consenso dalla Germania. Per ottenerlo ha dovuto mostrare che altre misure di reflazione sono inefficaci e lasciare che l’inflazione andasse a zero. Ma i tedeschi restano di traverso. Se Draghi tenterà la monetizzazione del debito non è poi così certo che lo stimolo si trasmetta all’economia reale perché, appunto, l'Eurozona statalista non è l'America liberista. Non è un caso, infatti, che Draghi da mesi giri l’Europa invocando disperatamente riforme di efficienza, soprattutto, in Italia: tagliare spesa pubblica e tasse. L'iniezione di liquidità, infatti, è utile se si tagliano le tasse allo scopo di aumentare la fiducia nel futuro, cioè i consumi e gli investimenti, e così bilanciare l’impatto deflazionistico di breve dovuto al taglio di spesa stesso. Alcuni si chiedono che senso stimolativo abbia comprare debito se lo Stato che lo emette non può aumentare la spesa in deficit. Ha senso per svalutare l’euro, alla fine unica stimolazione efficace per un'Eurozona rigida. Inoltre, è importante che la Bce mostri la capacità di compare debito per rassicurare il mercato che in Eurozona c'è un prestatore di ultima istanza se qualche Stato fallisse. Per contenere l'inflazione e la Bce dovrà aumentare quella in euro per dare al mondo sufficiente cassa per tenere su le Borse. Quindi la cosa va fatta. Per riuscirci Draghi va aiutato ad attutire l’opposizione della Germania. In Italia, dovremmo dire al governo Renzi di tagliare spesa e tasse sul serio allo scopo di non fornire alla Germania, che su questo ha piena ragione, la scusa di bloccare Draghi per non facilitare nazioni inaffidabili.

Valuti poi Draghi se sia il caso di scatenare la nuova vigilanza bancaria della Bce sulle 1800 banche tedesche i cui buchi di bilancio potrebbero essere stati cosmetizzati grazie a disattenzioni della Bundesbank, forse così aggressiva per evitare indagini nel suo perimetro di responsabilità. Ma pensiamo a quello che possiamo e dovremmo fare noi, qui: montare un’alternativa veramente riformatrice e professionale al governo Renzi per comunicare al mondo che l'Italia del futuro sarà credibile e non il ventre molle dell'euro, appena mandati via i dilettanti attuali. Un cambio di immagine dell'Italia, da schettina a consistente, darebbe alla Bce più libertà d'azione per salvare l'eurobaracca.

Se la Bce non riuscisse a reflazionare l’Eurozona, l’impoverimento ne amplificherebbe la frammentazione e porterebbe all’implosione dell’euro. Ma la Bce non ha tutti gli strumenti posseduti da altre Banche centrali. Per esempio, l’americana Fed ha nel suo statuto la missione non solo di combattere l'inflazione, ma anche quello di stimolare la crescita, con mezzi e modi illimitati in caso d’emergenza. Infatti, nel picco di crisi, la Fed comprò direttamente titoli  emessi dal Tesoro statunitense permettendo ad Obama di aumentare la spesa pubblica in deficit senza troppi costi nonché di svalutare il dollaro per dare impulso all’export e, più importante, immettendo tanta liquidità nel sistema sia nazionale sia mondiale da far crescere le Borse affinché trainassero la ripresa delle fiducia nell'economia reale. Ora l'America è in boom. La Bce ha nel suo statuto solo l'obiettivo di mantenere vicino al 2%, né sotto né sopra, l'inflazione. Poi non può comprare debito direttamente, ma può farlo solo sul mercato secondario.

In sintesi, Draghi si trova con strumenti limitati, in una situazione dove Francia ed Italia fanno finta di tagliare spesa e tasse e la Germania non reinveste il suo surplus da esportazioni. In più, nell’Eurozona la trasmissione dello stimolo monetario all’economia reale è ostacolato da regole di mercato e intermediari finanziari molto meno efficienti di quelli statunitensi, situazione che rende il pur necessario allentamento monetario (Quantitative Easing) in Europa molto più incerto di quello attuato in America. Per altro il mercato prevede ed auspica una mossa americana da parte della Bce: stampare moneta comprando debito, così aumentando la liquidità (per circa 1000 miliardi di euro) e svalutando la moneta per ottenere la reflazione del sistema. Probabilmente Draghi non potrà fare, per i motivi detti, un’azione copiata dall’America, ma sta comunicando che una cosa simile è necessario farla, la tecnica specifica ancora un segreto.

Avrebbe dovuto farlo già più di un anno fa, ma non ha avuto il consenso dalla Germania. Per ottenerlo ha dovuto mostrare che altre misure di reflazione sono inefficaci e lasciare che l’inflazione andasse a zero. Ma i tedeschi restano di traverso. Se Draghi tenterà la monetizzazione del debito non è poi così certo che lo stimolo si trasmetta all’economia reale perché, appunto, l'Eurozona statalista non è l'America liberista. Non è un caso, infatti, che Draghi da mesi giri l’Europa invocando disperatamente riforme di efficienza, soprattutto, in Italia: tagliare spesa pubblica e tasse. L'iniezione di liquidità, infatti, è utile se si tagliano le tasse allo scopo di aumentare la fiducia nel futuro, cioè i consumi e gli investimenti, e così bilanciare l’impatto deflazionistico di breve dovuto al taglio di spesa stesso. Alcuni si chiedono che senso stimolativo abbia comprare debito se lo Stato che lo emette non può aumentare la spesa in deficit. Ha senso per svalutare l’euro, alla fine unica stimolazione efficace per un'Eurozona rigida. Inoltre, è importante che la Bce mostri la capacità di compare debito per rassicurare il mercato che in Eurozona c'è un prestatore di ultima istanza se qualche Stato fallisse. Per contenere l'inflazione e la Bce dovrà aumentare quella in euro per dare al mondo sufficiente cassa per tenere su le Borse. Quindi la cosa va fatta. Per riuscirci Draghi va aiutato ad attutire l’opposizione della Germania. In Italia, dovremmo dire al governo Renzi di tagliare spesa e tasse sul serio allo scopo di non fornire alla Germania, che su questo ha piena ragione, la scusa di bloccare Draghi per non facilitare nazioni inaffidabili.

Valuti poi Draghi se sia il caso di scatenare la nuova vigilanza bancaria della Bce sulle 1800 banche tedesche i cui buchi di bilancio potrebbero essere stati cosmetizzati grazie a disattenzioni della Bundesbank, forse così aggressiva per evitare indagini nel suo perimetro di responsabilità. Ma pensiamo a quello che possiamo e dovremmo fare noi, qui: montare un’alternativa veramente riformatrice e professionale al governo Renzi per comunicare al mondo che l'Italia del futuro sarà credibile e non il ventre molle dell'euro, appena mandati via i dilettanti attuali. Un cambio di immagine dell'Italia, da schettina a consistente, darebbe alla Bce più libertà d'azione per salvare l'eurobaracca.

di Carlo Pelanda

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Commenti all'articolo

  • Joachim

    24 Dicembre 2014 - 10:10

    I casi sono o si esclude la Germania dall'EU o l'Italia esce da questa EU. Tuttavia il problema è uno solo...l?italia deve tagliare le spese centrali..Presidenti e senati inutili, parlamentari a iosa (bastano 80), provincie, regioni con governi e parlamentini in aggiunta alle A.P. dannose...tutte da annullare e limitare poichè non servono e rubano. Gestioni sbagliate stipendi /vitalizi faraonici

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  • agostino.vaccara

    16 Dicembre 2014 - 12:12

    Egregio uguccioni, ma lei dove l'ha mai vista una legge Draghi? Che io sappia Draghi non ha mai fatto parte del nostro Parlamento!!!!!

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  • nopolcorrect

    15 Dicembre 2014 - 17:05

    Credo che il problema alla base dell'assurdità dell'euro è che la cosiddetta Unione Europea non è in realtà né un'Unione né una Comunità ma soltanto un Condominio Europeo che può avere molte cose in comune, ma non le finanze che, come in ogni condominio, sono strettamente di pertinenza di ogni condomino: nessun condomino vuol pagare i debiti degli altri.

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  • afadri

    15 Dicembre 2014 - 17:05

    Speriamo che Mario Draghi riesca nell'intento di bastonare la Merkel, la quale da brava tedesca pensa al suo paese e se ne frega degli altri. Non solo ma si permette di porre veti di ogni sorta, così paesi come l'Italia, la Grecia, il Portogallo e forse anche la Francia sono alla canna del gas. Brava Merkel, ma si ricordi che esiste un detto. "Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi"

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