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Le previsioni economiche della Commissione

L'Unione europea vede la crescita italiana, ma sale la disoccupazione

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L'Unione europea vede la crescita italiana, ma sale la disoccupazione

Quest’anno per la prima volta dal 2007 le economia di tutti i Paesi europei cresceranno. Lo rende noto la commissione europea nelle sue previsioni economiche invernali. Un’ulteriore accelerazione è attesa nel 2016. La crescita del 2015 sarà pari all’1,7% nell’Europa a 28 e all’1,3% nell’eurozona. Nel 2016 invece la crescita sarà del 2,1% nella Ue, e dell’1,9% nell’eurozona. Le prospettive di crescita sono però ancora limitate da un ambiente di investimento debole e dall’alta disoccupazione. Tuttavia, a partire dalle previsioni della commissione dello scorso autunno, spiega la nota, un certo numero di importanti sviluppi sono intervenuti: i prezzi del petrolio sono scesi più velocemente di prima, l’euro si è deprezzato notevolmente, la Bce ha annunciato il QE, e la Commissione europea ha presentato il suo piano di investimento per l’Europa. "Tutti questi fattori sono destinati ad avere un impatto positivo sulla crescita", spiega la nota.

Disoccupazione - Il tasso di disoccupazione, secondo le previsioni economiche invernali della Commissione europea,  è destinato a scendere al 9,8% nell’UE e 11,2% nella zona euro nel 2015. Le riforme del mercato del lavoro intraprese negli ultimi anni, secondo la Ue daranno i loro frutti ulteriormente nel 2016. In Italia invece i segnali negativi sono negativi: nel 2015 aumenterà del 12,8%. La Commissione ha rivisto al rialzo la stima di novembre (12,6%), non vede miglioramenti rispetto al 2014 e mette in guardia dal rischio di un "effetto isteresi" (in pratica una reazione in ritardo) con un tasso che «resta ai suoi massimi storici». Secondo le nuove stime, dovrebbe scendere a 12,6% nel 2016.

Inflazione - L’inflazione in Europa dovrebbe aumentare a partire da metà 2015 e nel corso del 2016. Nella Ue, l’inflazione è stimata al 0,2% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016. L’inflazione nell’area dell’euro si prevede un -0,1% quest’anno per poi risalire al 1,3% nel 2016. L' Italia, invece, dopo un 2014 con inflazione molto bassa, al +0,2%, passerà il 2015 in deflazione, con l’indice dei prezzi in calo dello 0,3%. Nel 2016 tornerà invece l’inflazione, che si attesterà al +1,5%. Rispetto alle stime pubblicate a novembre, la Commissione ha rivisto al ribasso i propri dati: nel 2015 l’inflazione era stimata allo 0,5% e al 2% nel 2016.

Defici/Pil - Il Pil italiano del 2014 dovrebbe essere negativo dello 0,5% nel 2014, per poi crescere dello 0,6% nel 2015 ed a +1.3% nel 2016. Lo rende noto la commissione europea nelle sue previsioni economiche invernali. Il rapporto deficit/Pil nel Belpaese a fine 2014 sarà del 3% dal 2,8% del 2013. Il calo delle minori spese legate ai tassi di interesse, valutabile nello 0,1% del Pil, ha solo parzialmente compensato l’erosione del surplus primario. Nel 2015 il deficit dovrebbe scendere al 2,6% del Pil, grazie ad un contenimento della spesa. Nel 2016, rimanendo così le cose, il deficit dovrebbe rimanere invariato.
Il rapporto Deficit/Pil in media nell’unione europea dovrebbe scendere al 2,6% quest’anno dal 3,0% del 2014, e al 2,2% nel 2016. Nell’area dell’euro, dovrebbe scendere al 2,2% nel 2015 e dell’1,9% nel 2016. Lo rende noto la commissione europea nelle sue previsioni economiche invernali. Per la Ue nel suo complesso, il rapporto debito-PIL dovrebbe aver raggiunto il picco al 88,4% nel 2014, per l’area dell’euro, dovrebbe arrivate al picco quest’anno al 94,4%, per poi diminuire.

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Commenti all'articolo

  • encol

    10 Febbraio 2015 - 14:02

    Questo è il risultato di un incapace NON eletto che pretende di guidare un paese a suon di BALLE STRATOSFERICHE. Come si può pensare che sia un fallito a mettere ordine nei conti sfasciati del paese?

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  • marcopensa

    05 Febbraio 2015 - 18:06

    Vergogna, vergogna, Italia il paese del "ma io intanto me la cavo". Vergogna, vergogna, tanto chiasso per un presidente, per un twitt, e piangiamo per un minuto la disgrazia di chi ha perso casa e lavoro, ma poi ancora a frignare dello Spread. E chiamalo in italiano almeno, prof del c.., si dice differenziale, e ancora spallucce. Vergogna

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  • arwen

    05 Febbraio 2015 - 14:02

    Solo in Italia si può pensare che la "ripresa", ormai mitico evento, possa arrivare e dare i suoi frutti senza che il governo faccia nulla x ottenerla o sostenerla. Dal 2011 a oggi l'Italia ha perso centinaia di migliaia di posti di lavoro, miliardi di euro in PIL, mentre il mercato interno è praticamente stagnante. Matteo può raccontare tutte le balle che vuole, i numeri nn mentono.

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