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Il giorno dei tagli

Casa, conti correnti, sanità:
in arrivo più di 2 miliardi di imposte

Oggi vertice con Letta per i tagli alla spesa pubblica: ecco dove troverà i soldi

Enrico Letta

Enrico Letta visto da Benny

Sono in arrivo oltre due miliardi di rincari e imposta. Sono pronti a scattare, conme scrive il Sole 24 ore, in virtù delle clausole di salvaguardia. Se l'Iva che deriva dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e la sanatoria per il danno erariale non garantiranno le risorse preventivate, ci sara entro il 30 novembre l'aumento aumantico di accise e di acconti Ires e Irap, attualmente in scadenza il prossimo 2 dicembre. Ma non solo. Come ricorda il Sole24 Ore il ddl di stabilità prevede anche un taglio lineare delle detrazioni fiscali al 19% se entro il prossimo 31 gennaio non sarà effettuato un riordino mirato che garantista almeno 4888,4 milioni di maggiori entrata. Sono a rischio così una serie di detrazioni legate alle spese sanitarie, gli interessi sui mutui, sulle polizze vita e infortuni, sulle spese di istruzioni, sulle spese funebri, sulle Onlus. A rischio anche le detrazioni per le spese sulle attività sportive dei ragazzi, spese per le colf etc. 

Casa e conti correnti - In settimana Letta potrebbe decidere di chiudere un altro fronte di scontro: la seconda rata dell'Imu 2013 deliberando la cancellazione attraverso un decreto. Ma il governo è ancora alla ricerca dei soldi per coprire la cancellazione della tassa sulla casa. Su  questo punto è previsto uno battaglia durissima. Perché nel centrodestra è già scontro tra alfaniani e Forza Italia. I berlusconiani non voglionoi il Tuc ma neanche il Trise che è la sevice tax. I parlamentari rimasti fedeli a Berlusconi sono rimasti fedeli anche al suo slogan elettorale: niente tasse sulla casa, neanche sotto forma di tassa sui servizi. L legge di Stabilità in discussione alla Camera contiene anche la proposta di un aumento allo 0,"% per la minipatrimoniale applicata a tutti gli investimenti, inclusa i conti di deposito. Nulla ancora è deciso ma - come rileva il Corriere della Sera - se alla fine passerà una maggiore tassazione su azioni, bond societari etc negli ultimi anni per gli investitori italiani il peso del Fisco sarà aumentato di molto. Si può dire ionfatti che, calcolando anche gli effetti della mini-patrimoniale silel transazioni finanziarie si è arrivati a quasi un raddoppio di quel 12,5% che tra il 1998 e il 2012 ha rappresentato il parametro delle tasse per chi investiva in Bot o in Piazza Affari. 

 

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Commenti all'articolo

  • arwen

    18 Novembre 2013 - 13:01

    intanto mentre i partiti si contorcono, preda delle loro contraddizioni e inadeguatezze, mentre i vari capi e capetti o spiranti o presunti tali si impegnano per giocare il loro risiko personale, c'è una realtà che diviene ogni giorno più nera. I conti peggiorano e le premesse per il prossimo anno non sono certo buone. La legge di stabilità, appena varata, è già ridotta a relitto dalle bordate dell'europa, dell'ISTAT, della Corte dei Conti e delle varie associazioni di categoria. Inoltre, l'europa ci chiede di continuare la asfittica politica di tassazione aumentando l'IVA anche sui generi tassati al 4 e 10 per cento. Cioè ci chiede di colpire le classi medio basse, quelle che hanno già l'acqua alla gola, condannandole alla povertà, ci chiede di favorire un'impennata dei prezzi al consumo, quando già il consumo è ridotto al lumicino. Ma intanto i partiti litigano, si accapigliano si dividono, chiacchierano. Ma si può essere più ridicoli di così?

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  • gino45

    18 Novembre 2013 - 12:12

    quale cliente o paziente preferirà farsi rilasciare la fattura da uno specialista che propone di solito uno sconto del 20%? Questi politici non si rendono conto delle idiozie che escono dal loro cervello. La maggior parte delle leggine che hanno sfornato in questi due anni sono un incentivo all'evasione fiscale, con enormi danni all'economia.

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  • carpa1

    18 Novembre 2013 - 11:11

    Dal momento che continuano a voler imporre una patrimoniale che, contrariamente a quanto recita la costituzione, non è una tassa sul reddito ma un furto bello e buono sui risparmi, a questo punto non rimane che prelevare tutti i risparmi lasciando un minimo di sopravvivenza sul c/c. Tanto, non è vero che sotto il materasso non rendono niente, perchè sommando il 20% di prelievo sui rendimenti al furto sul risparmio il saldo rimarrebbe comunque positivo a favore del risparmiatore. In poche parole, con i rendimenti che ci sono, l'80% che rimane, tolte commissioni bancarie e spese varie di gestione non copre il furto sul rispermio.

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  • er sola

    18 Novembre 2013 - 11:11

    Le larghe intese hanno fallito e quella dei ministri da parte di Letta è stata una scelta infelice, servita solo a inasprire gli animi degli italiani. Faccia la persona seria , rassegni le dimissioni e si torni al voto.

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