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L'editoriale

Belpietro: i criminali e lo Stato sono più colpevoli del cittadino che spara

22 Marzo 2016

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Sparare a qualcuno che cerca di rubarti l’auto non sta bene. Non soltanto perché chi preme il grilletto rischia un mare di guai, passando senza accorgersene dalla parte di vittima a quella di colpevole, come ben sa Antonio Monella, l’imprenditore di Arzago d’Adda (Bergamo) che per aver reagito al furto e ucciso un malvivente è finito dietro le sbarre. Ma anche perché ammazzare una persona, sebbene si sia dalla parte della ragione, è qualcosa che non si dimentica in tutta la vita. Soprattutto se si è un cittadino normale, abituato a rispettare la legge e non un violento. Tuttavia, uno che per otto volte si è visto portar via la vettura o forzare la porta di casa senza che nessuna autorità acciuffasse i ladri può essere che perda la pazienza e forse anche la testa. L’esasperazione fa fare brutte cose, a volte anche sbagliate o eccessive. Ma la colpa non è di chi le fa, ma di chi ruba, rapina e scippa, il quale nel momento in cui vìola la legge si assume il rischio della reazione della vittima. La responsabilità è anche di coloro i quali dovrebbero fare in modo che la legge e la proprietà privata fossero rispettate. E invece ormai il furto e anche la violazione di domicilio sono di fatto depenalizzate, perché i ladri non li acchiappa più nessuno.

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