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La minaccia

Widmann, Bundesbank: "Tsipras rispetti gli impegni dei governi precedenti"

Widmann, Bundesbank: "Tsipras rispetti gli impegni dei governi precedenti"

Dopo il risultato del voto in Grecia che ha certificato di fatto la vittoria di Alexis Tsipras e della sinistra anti-austerity di Syriza, è allarme in Europa per le conseguenze che questo risultato elettorale può avere sull'Euro e sui paesi membri dell'Unione. A tremare di più è la Germania che teme un colpo di coda da parte di Tsipras che prevede una rinegoziazione del debito contratto da Atene con la Troika. Così, oltre alla cancelliera Angela Merkel che ha ammonito Tsipras: "Mi aspetto che rispetti i patti", nemmeno un'ora dopo il risultato degli exit pool, Berlino alza subito la voce con Atene. ll presidente della Bundesbank e membro del direttivo della Bce, il falco, Jens Weidmann, ritiene che Atene continuerà ad avere bisogno di aiuti dalla troika (Bce-Ue-Fmi) e ricorda che li otterrà solo se rispetterà gli accordi sottoscritti dai governi precedenti.

L'avvertimento - Weidmann spera che il nuovo governo non faccia promesse che non potrà permettersi, auspica "che il nuovo governo (greco) non metterà in dubbio ciò che si aspetta da lui e ciò che è già stato realizzato. Credo che sia anche nell’interesse del governo greco fare quanto è necessario per affrontare i problemi strutturali che ci sono ad Atene", ha detto Weindman in un’intervista alla rete Ard, dopo la chiusura delle urne in Grecia. E alle parole del presidente della Bundesbank, si aggiunge il coro della stampa tedesca che con Bild attacca: "La vittoria di Tsipras è una sciagura per l'Euro". 

Il piano Weidmann - Potrebbe esserci un futuro in politica dietro l’attivismo di Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank. È quanto indicano fonti di Berlino, evidenziando come il giovane banchiere centrale, appena 47 anni, alla guida della BuBa dal febbraio 2011, abbia tenuto negli ultimi mesi un profilo insolitamente alto, per dare voce all’opposizione alle nuove misure sostenute dal presidente della Bce Mario Draghi. Ha stupito, peraltro, che all’indomani del varo del Quantitative Easing e alla vigilia del voto greco, Weidmann abbia abbandonato la tradizionale cautela dei banchieri centrali per rilasciare ben due interviste con precisi 'moniti' all’Eurotower e ad Atene. A differenza dei suoi dieci precedessori, quasi tutti notevolmente più anziani, il presidente della Bundesbank potrebbe lasciare in anticipo il suo incarico (che scade nel 2019 e può essere rinnovato) non per una posizione di prestigio nel mondo della finanza privata ma per accettare una delle numerose proposte di entrare in politica. La sua rigidità verso le ’concessioni' della Bce sembra farne infatti un candidato ideale per il fronte sempre più vasto che sogna una frantumazione dell’euro e un ritorno al marco. Peraltro le pressioni a destra del partito anti-euro Alternative fur Deutschland, in forte ascesa nei sondaggi, potrebbero incrinare il forte consenso della cancelliera Angela Merkel nella stessa Cdu.

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Commenti all'articolo

  • l.interbartolo

    27 Gennaio 2015 - 11:11

    in casa mia gli impegni si rispettano. se il GRECO non intende mantenere gli impegni sottoscritti dai suoi predecessori ebbene che FALLISCA lui e tutti quelli che lo hanno votato. e noi italiani dovremmo vergognarci di sostenere uno senza onore nella vana speranza che poi anche noi potremmo non mantenere i nostri impegni.VERGOGNA ma tanto noi siamo abituati a tradire!!!!

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  • pavolinia

    26 Gennaio 2015 - 15:03

    inutile fare articoli sull'uscita della grecia dall'euro etc. sono cazzate...Tsipras ha affermato in campagna elettorale che sarà come renzi (capito?) per cui è la vasellina utile all'unione europea (bankister) per metterla definitivamente in quel posto ai greci e con il loro consenso!!! questo personaggio non uscirà dall'euro ma farà finta di contrattare con la ue delle imposizioni meno rigide e

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  • gianpuiet

    gianpuiet

    26 Gennaio 2015 - 12:12

    Sin da prima della nascita dell'euro, Paul Krugman, economista di stampo keynesiano e premio Nobel per l'Economia nel 2008 per la sua analisi degli andamenti commerciali e del posizionamento dell'attività economica in materia di geografia economica, ha manifestato la sua contrarietà all'euro sottolineando nel 1999 "Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo "

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  • allianz

    26 Gennaio 2015 - 11:11

    La culona inchiavabile ha poco da minacciare....Se a questi gli gira l'anima di lasciare l'euro ed andarsene dall'europa ci sarà lo stesso effetto domino che fece crollare il comunismo....Speriamo.

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