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Il continente della burocrazia

Le priorità dell'Unione europea:
toilette per le galline ovaiole

L'Ue censura l'Italia per l'inottemperanza alla direttiva sulle gabbie: i pennuti dovrebbero avere anche uno spazio per farsi le unghie

Le priorità dell'Unione europea:
toilette per le galline ovaiole

 

di Giordano Tedoldi

L’economia va a rotoli, le persone perdono il lavoro, la casa, la vita, ma sulle questioni davvero importanti l’Europa è sempre sul pezzo. Prendete le galline ovaiole, ad esempio. Sapete che animali sono, sono le galline allevate per rifornire le nostre tavole di uova. La commissione europea da tempo segue il gravissimo problema dello sfruttamento intensivo di queste povere bestiole. Dovete sapere che gli allevamenti italiani, insieme a quelli greci, sono i più disumani per le galline ovaiole, roba che in confronto le fabbriche di Manchester della fine dell’Ottocento, quelle studiate da Engels per stigmatizzare la disumana condizione degli operai e del proletariato, erano l’Eden. 

Queste povere galline sfruttate dagli allevatori capitalisti sono attualmente costrette a produrre circa 300 uova all’anno in gabbie che non hanno recepito la direttiva 1999/74/CE. Secondo la quale  imponeva, dal primo gennaio 2012, che le benemerite ovaiole fossero alloggiate in apposite gabbie di ultima generazione, ossia fornite di uno spazio per fare il nido, razzolare, appollaiarsi, affinché a ciascuna galline fosse assicurato uno spazio vitale pari a 750 centimetri quadrati, con lettiere per i bisogni, posatoi e dispositivi per farsi le unghie.

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Commenti all'articolo

  • Logmain

    26 Aprile 2013 - 15:03

    Non sa neanche che molti "allevatori" italiani, e non solo, quando le loro galline hanno esaurito il ciclo di produzione le lasciano tranquillamente morire di fame. Però a lei che importa se le uove se le può mangiare e trova l'occasione per fare del sarcasmo ignobile.

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  • fisis

    26 Aprile 2013 - 15:03

    L'unione europea sovietica reclama un trattamento più "umano" per le galline? Bene! Però, tutto questa legittima preoccupazione per le sorti degli animali è quantomeno sospetta: infatti, non si muove un dito per almeno ridurre la strage degli aborti o dei bambini appena nati e abbandonati nei cassonetti; sicchè questa preoccupazione per gli animali, e "trascuratezza" degli umani, assume dei contorni quantomeno diabolici.

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  • lorenvet

    26 Aprile 2013 - 15:03

    Sono anni e anni che l' Italia deve adeguarsi alle normative sugli allevamenti (non solo di ovaiole), come in ogni altro settore. Il fatto che capiti oggi, in tempi di crisi, è solo colpa nostra. Inviterei il Sig. (o Dott.)Tedoldi a recarsi in visita a una di queste strutture, prima di scrivere sciocchezze come quelle tristemennte pubblicate su mezza pagina del nostro quotidiano. lo inviterei a lottare per espirare, a non potersi girare nè muovere. I carcerati dovrebbero già avere chi li difende e se non lo fa dimostra di essere un mascalzone, per gli animali il minimo vitale di riconoscimenti comincia ora e nessuno deve dolersene.

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  • Logmain

    26 Aprile 2013 - 14:02

    Ma ti pagano per scrivere ste cose ?

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