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È morto Ted Kennedy

Fu il primo a sostenere Obama

È morto Ted Kennedy
Dopo una lunga malattia è morto a 77 anni Ted Kennedy, fratello del presidente degli Stati Uniti John Kennedy e di Robert Kennedy. Edward Kennedy era senatore dello stato del Massachusetts. Da tempo aveva un tumore al cervello e nelle ultime settimane le sue condizioni si erano aggravate. ei giorni scorsi, Ted Kennedy aveva chiesto una modifica alla legge elettorale del Massachusetts per accelerare la sua successione al Senato in vista della battaglia sulla riforma della sanità. Senatore dal 1962, era il patriarca del clan dei Kennedy, ultimo sopravvissuto della dinastia che aveva dominato la scena politica americana degli anni '60, dopo l'assassinio dei suoi due fratelli, John, ucciso nel novembre del '63, e Bob, due anni dopo a Los Angeles. "Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l'ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivra' nei nostri cuori per sempre" si legge in un comunicato della famiglia citato dalla Cnn. "Ringraziamo tutti coloro che gli hanno dato assistenza nell'ultimo anno, e tutti quelli che lo hanno accompagnato nella sua incessante marcia per il progresso verso la giustizia".

Il dolore di Obama - Non ha tardato ad arrivare il cordoglio del presidente degli Stati Uniti: “Michelle ed io abbiamo il cuore infranto nell'apprendere della morte del nostro caro amico Ted Kennedy”, ha detto Obama, che si trova in vacanza a Marthàs Vineyard, sulla costa est degli Stati Uniti, non lontano da Hyannis Port, dove si è spento il senatore democratico. “Un capitolo importante della nostra storia si è chiuso. Il nostro Paese ha perduto un grande leader che ha raccolto il testimone dei suoi suoi fratelli uccisi, divenendo il più grande senatore americano dei nostri tempi”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.

L'ULTIMO DELLA FAMIGLIA, IL PRIMO A SOSTENERE BARACK
Fu il Kennedy che non mise mai piede alla Casa Bianca, pur avendoci tentato nel 1980, quando sfidò Jimmy Carter alle primarie del partito democratico per le Presidenziali. Meglio per lui, avrebbe perso di fronte all’onda Ronald Reagan. Ma mentre i fratelli John e Bob trascorrevano il tempo a discutere nell’ufficio ovale, Ted Kennedy aveva messo le tende al Senato, dove venne eletto per la prima volta nel 1962 come rappresentante del Massachusetts. Una carica che non mollerà mai, difendendola a suo modo nel marasma che la politica si porta sempre appresso, diventando l’icona dei liberal di tutto il mondo. L’ultimo esponente politico di quella famiglia fatta di luci e – molte – ombre come i Kennedy.
Nel 2008 fu il primo a rendere chiaro che avrebbe sostenuto Barack Obama nelle primarie democratiche, quando il senatore dell’Illinois aveva bisogno di un pezzo da novanta alle spalle e che gli portasse, oltre che visibilità, anche dei soldi per la campagna elettorale. Mettendo a rischio la salute, inaugurò la Convention democratica di Denver. Ted Kennedy e Obama hanno in teoria trascorso vicini anche le ultime ore: la famiglia presidenziale si trovava nei giorni scorsi in vacanza a Martha’s Vineyard, a pochi passi da Cape Code, la località sull’Oceano Atlantico da sempre base operativa del clan Kennedy.
“Spezza il fiato pensare una cosa del genere”, disse pochi minuti prima che Obama giurasse da presidente degli Stati Uniti. “Due secoli di dure battaglie civili sono giunti a un momento definitivo. Barack starà di fronte ad Abraham Lincoln e al suolo sacro dove Martin Luther King ha dato il famoso discorso di ‘I have a dream’”. Era l’Inauguration Day dello scorso gennaio a Washington: Kennedy non volle mancare, affronto il freddo e si sentì male nel corso del pranzo a Capitol Hill.
Sanità, assistenzialismo ed educazione sono i tre temi sui quali Ted Kennedy ha speso la maggior parte delle sue energie. L’emanazione della legge approvata quest’anno che autorizza la Food & Drug Administration a regolare il tabacco è un’eredità del senatore.
Con Ted Kennedy se ne va un volto della vecchia politica americana che venne cambiata dall’esposizione mediatica dei due fratelli John e Bob ai tempi dell’epopea della famiglia di immigrati irlandesi. Glorificarlo sarebbe un errore, come lo fu con JFK, ritratto da paladino della Nuova Frontiera e forzatamente dimenticato come uno degli artefici della guerra in Vietnam.

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Commenti all'articolo

  • albertobertoni

    27 Agosto 2009 - 10:10

    Quando i media si mettono in testa di fare del bene o del male a qualcuno, ci riescono sempre. Prendete il recente caso di Michael Jackson: recentemente non si poteva accendere la TV che si parlava solo dell'illustro defunto, ovviamente in toni incensatori. Peccato che, in controcorrente con i panegirici dei media, la storia personale del cantante non fosse poi così esemplare. Forse sarebbe bastato dare la notizia della morte, leggere qualche breve biografia e basta. No, i media hanno fatto molto di più riuscendo a creare un tale interesse attorno a lui che i proventi delle varie carnevalate post mortem hanno pagato i debiti lasciati dal defunto; o almeno così si dice. Insomma, è stato lo stesso copione della morte di Lady Diana, santificata molto dai media ma meno dalla storia; come scrisse quella volta Vittorio Feltri, se ricordo bene, se fosse rimasta a casa coi figli invece di uscire a fare pazzie con un noto playboy, non le sarebbe successo nulla. Pressoché in contemporanea morì Madre Teresa di Calcutta...ma gli onnipotenti media erano troppo impegnati con la morte di Lady Diana Spencer e per Madre Teresa ci fu molto meno rumore che non per Diana, la "principessa della gente" che pare fosse molto attiva nel batter cassa dall'ex marito. Ed ora vengo a Ted Kennedy. Mi pare che anche nel suo caso si sia ripetuto il solito copione fatto di sbandieratissimo dolore e di santificazione del defunto. Dulcis in fundo, la sepoltura che avverrà nel cimitero degli eroi di Arlington vicino ai due fratelli. Lasciate che mi senta un po' confuso: perché Arlington?! E poi, oltre ad essere un Kennedy, cosa ha fatto di così importante il defunto? Mi pare che fosse un politico di carriera come ce ne sono tanti altri ma, oltre ad essere un im portantissimo sponsor dell'attuale Presidente degli USA e l'ultimo pezzo dell'icona Kennedy che tanto piace ai progressisti di tutto il mondo, Veltroni in testa, chi era costui? Sarebbe facile ricordare il caso Kopechne quando Ted Kennedy ebbe un incidente mentre era in auto assieme alla sua segreteria, pare non per motivi di lavoro. Niente moralismo, però se la filò senza soccorrerla, forse temendo uno scandalo che poi scoppiò comunque ma mai virulento come quello montato dai media italiani sulle dichiarazioni della D'Addario. Ma lasciamo stare la vita privata. Cosa ha fatto di tanto eclatante per essere sepolto ad Arlington? Perché tutti i media (progressisti) lo celebrano come se fosse morto il centro di gravità del mondo? Mah. Alla fine mi sembra che anche la morte di Ted Kennedy sia la scusa per l'ennesimo rito da prefiche di una classe giornalistica totalmente asservita a tutto ciò che è in odore di progressismo! O sbaglio?

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  • gasparotto

    26 Agosto 2009 - 10:10

    La famiglia Kennedy è senz'altro potente, ricca, un clan numeroso ed influente. Però, permettetemi di dire che è "sfigata". John e Robert morti ammazzati, per le loro idee riformiste.Mi chiedo se la loro, se quella del Kennedy maggiore fu vera gloria. Molto ci sarebbe da ridìre sulla sua presidenza. Era popolare perchè era bello ed era un magico oratore, ma di fatti concreti il nulla. Forse per evere fermato Kuscev ed i suoi missili a Cuba? Ma non era stato lui con la Baia dei Porci a sfreculiare Fidel? Per poco non scoppiò il III cataclisma mondiale. Non certo irreprensibili nella loro vita privata e coniugale, i tre fratelli. Altro che Berlusca. Robert e Jhonn si passavano le più bone come palline da ping pong e tutto sotto l'occhio vigile della CIA, tanto che il suo capo divenne temutissimo. Ted pose fine alla sua carriera quando finì nel fiume con la macchina, insieme alla sua segretaria. Lei morì , lui si salvò in maniera inspiegabile. Restò senatore e si accontentò di quel ruolo per tutta la vita. Ultimamente era stato operato di un tumore cerebrale, ne era uscito bene, ma si sa, quei mali ritornano e la seconda volta sono killer infallibili. Ha sicuramente sofferto, come tutti i membri della famiglia, tranne mamma Rosy , che forse ha sofferto nel vedersi sottratti tanti affetti, lei così longeva. A me dispiacque molto della fine di John-John, il figlio del presidente. Giovane di raro fascino. Lo ricordo quando bambino innocente ed ignaro di quello che gli accadeva intorno, durante i funerali del padre, si irrigidì sull'attenti quando la tromba suonava il silenzio e con la manina salutava militarmente. Una immagine che ricordo come fosse ora e che mi rattrista ogni volta. Anche lui se ne andò giovane , sprofondato nell'oceano con il suo aereo , solo per soddisfare il desiderio della moglie che doveva andare ad un matrimonio. Era pilota principiante e quel giorno c'era tempesta. Il clan Kennedy è ancora molto numeroso, anche Schwarzennegger ne fa parte causa moglie. Io ricordo quando il vecchio patriarca Joseph, lasciò l'Iralanda per emigrare in America, disse: "quando decisi di diventare ricco , presi la nave e raggiunsi la nazione dove stavano i soldi." In Irlanda c'era solo miseria!

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