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Berlino vieta la religione a scuola

La sentenza dopo che un giovane islamico aveva chiesto un'aula per le sue preghiere

Berlino vieta la religione a scuola
A Berlino la religione deve restare fuori dalle aule scolastiche. Lo ha stabilito un giudice dell'alta corte della capitale tedesca, dopo che un ragazzino di 16 anni di religione islamica aveva chiesto di poter pregare durante la scuola. Il caso risale al 2007, quando il giovane islamico, del quartire periferico di Berlino, Wedding, aveva chiesto a un tribunale il vedersi riconoscere il diritto di poter rivolgere le sue preghiere alla Mecca durante la scuola. Un permesso che all'epoca, il preside (e pure un tribunale di primo grado) avevano accordato.
In seguito a un contro ricorso, però, il verdetto è stato ribaltato. Per il giudice, il diritto di un singolo studente a professare la propria religione non può prevalere sul diritto del gruppo. "In una scuola pubblica, con studenti di diverse religioni, è necessaria la neutralità per garantire condizioni di apprendimento corrette per tutti".

Il precedente verdetto, nel 2008, aveva concesso al giovane di pregare durante l'orario scolastico in un'aula adibita alla preghiera. E' stata l'autorità per l'educazione della città di Berlino (una sorta di assessorato alla pubblica istruzione) a fare ricorso per evitare di introdurre la religione nelle scuole. Ora il giovane, se vorrà, avrà ancora una possibilità per farsi valere: ricorrere all'equivalente della nostra corte di Cassazione.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    31 Maggio 2010 - 20:08

    In un'epoca nella quale le trasmigrazioni degli uomini da un continente all'altro sono diventate,nel bene, un fatto di corrente consuetudine,sembrerebbe assurdo che nelle scuole di ogni ordine e grado si studiasse solo una religione,sarebbe offensivo, oltre che per la cultura, anche per le altre religioni pertanto, credo che sia opportuno che si insegni la storia delle religioni.

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  • simo70

    31 Maggio 2010 - 06:06

    Anch'io anni fa ero tollerante come lei! Se parlo così duramente, ci saranno dei motivi, non crede? O lei si sente migliore degli altri, in quanto tollerante? Perché non accetta chi non la pensa come lei? E si mette sul piedistallo a fare la morale? Finché ci metteremo a battibeccare tra di noi, perderemo di vista l'interesse comune di salvaguardare secoli di storia e cultura. Chi vuole venire a vivere qui, è il beneaccetto, ma deve essere umile e adattarsi ai princìpi che hanno fatto dell'Europa la culla del diritto, senza polemizzare su questioni che qui abbiamo risolto diverse decine di anni fa.. Alziamo il livello culturale e lasciamo i commenti di buonismo come i suoi, sulle pagine di altri giornali, faziosi.

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  • dino-moi

    30 Maggio 2010 - 19:07

    forze ti serve documentarti un po di piu....in quasi tutti i paese musulmani ci sono chiese...

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  • dubhe2003

    30 Maggio 2010 - 16:04

    Bando alle speculazioni meramente sofistiche;se si accettano persone provenienti da ogni parte del pianeta,si deve già sapere che le culture sono le più disparate,le quali possono rendere la vita di chi ospita codeste persone, realmente difficile,visto che le usanze culturali sono talvolta in antitesi alle nostre.Pertanto,o si pongono dei paletti sin dall'inizio, avvertendo loro che usiamo leggi e regole da rispettare ri-go-ro-sa-men-te,oppure si lascia andare tutto liscio,da ipocriti come finora,fingendo di essere immuni da problemi, futuri.Ci si assuma però,tutte le responsabilità del caso,che a lungo andare si trasformeranno in un bagno di sangue in quanto, giustamente non vi è mai una parte che voglia soccombere forzosamente ad un'altra.

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