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Lavoro, sono 150 milioni i bambini sfruttati nel mondo

La denuncia dell'Unicef. La situazione peggiore si vive in Africa

Lavoro, sono 150 milioni i bambini sfruttati nel mondo
In occasione della Undicesima Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, con lo slogan "Fai gol. Elimina il lavoro minorile", l’UNICEF  chiede un serio e rinnovato impegno per eliminare le peggiori forme di sfruttamento economico sui minori.

Sono infatti centocinquanta milioni i bambini di età compresa tra i cinque ed i quattordici anni che risultano ancora oggi intrappolati nella subdola rete dello sfruttamento minorile. Una situazione del tutto inaccettabile che, al tempo stesso, è causa e conseguenza della situazione di povertà nel mondo, oltre che motivo scatenante del basso livello di istruzione e della sicurezza dei ragazzi.

Le ultime stime a livello globale trasmettono fortunatamente una diminuzione del fenomeno in tutto il mondo, anche se la situazione permane critica nell’Africa Subsahariana, come indicato dal sensibile peggioramento dei dati raccolti. Si evince che un bambino su quattro è ancora coinvolto nel lavoro minorile, a differenza dell’America Latina e dei Caraibi, che contano un ragazzo su dieci, in netto miglioramento.  In alcune Regioni è aumentato del 300% anche il numero dei bambini che unisce l’attività lavorativa alla scolastica.

Bisogna però ricordare che le statistiche possono risultare inesatte e fuorvianti perché basate unicamente su una raccolta dati delle famiglie, senza contemplare orfani, figli di migranti e ragazze, escluse dal campo d’indagine.

L’Unicef, alla Conferenza mondiale sulle peggiori forme di lavoro minorile dell’Aja, si è personalmente impegnato a sviluppare e ricercare nuove forme di intercettazione dati per offrire garanzie concrete di aiuto ai piccoli invisibili. Molto spesso il lavoro dei minori è uno dei mezzi di sopravvivenza a cui ricorrono le famiglie in crisi economica e le ragazze sono le prime ad essere ritirate dalla scuola e gettate nella terribile rete. 
La Responsabile per la Protezione dell’infanzia UNICEF, Susan Bissel, ha ricordato come una risposta efficace  e soddisfacente sul lavoro minorile richieda un insieme di misure ben bilanciate concernenti, in primo luogo, condizioni di lavoro assolutamente dignitose, sistemi di protezione ed un’estrema attenzione ai soggetti dell’infanzia.

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