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La pazza idea di Casini: Monti e Napolitano un anno in più

L'Udc preme per la Costituente e per fare le riforme vorrebbe congelare tutto e rinviare il voto al 2014. Meglio i tecnici della democrazia?

Giulio Bucchi
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Come sospendere la democrazia ed impararare ad amare i governi tecnici. Mario Monti e Giorgio Napolitano ancora al loro posto, per un anno ancora, giusto il tempo di fare le riforme. E' la pazza idea, riferisce Andrea Cuomo su Il Giornale, di Pierferdinando Casini e dell'Udc in vista del 2013, quando in primavera scadranno sia il presidente della Repubblica sia il premier. Per la poltrona del Quirinale, in realtà, la corsa è ricca di aspiranti e visto che l'opzione semipresidenzialismo è già tramontata si tornerà al grande gioco (o inciucio) parlamentare. E allora spererebbero in tanti, da Prodi a D'Alema, da Emma Bonino a Gianni Letta fino allo stesso Mario Monti, senatore a vita. Grandi manovre - Epperò, Casini (che alcuni indicano come potenziale presidente della Repubblica, guarda un po') avrebbe in mente altro e vorrebbe andare in pressing su Bersani, Alfano, Berlusconi. Congelare la situazione attuale per un anno, il tempo cioè per la maggioranza che sostiene il governo tecnico di mettere a punto le riforme istituzionali. E con la Costituente si rinnoverebbero per un anno gli incarichi di Monti e Napolitano, giusto per non complicare i conti. Fantapolitica (o no?) - L'ipotesi, avverte Il Giornale, è remota e i bookmaker "la quoterebbero, sì, ma con almeno due cifre, forse tre. Un po' come lo scudetto del Chievo". Ma in tempi in cui Udc e Pd abbozzano alleanze elettorali pro-Monti, i viceministri come Grilli avvertono che l'Italia resta sotto osservazione Ue e procure svelano i giochini delle agenzie di rating per far fuori un premier legittimo e aprire a governi tecnici, a pensar male si fa peccato ma fino a un certo punto. La smentita - Nel pomeriggio arriva la smentita del Quirinale, che in una nota ha ribadito che "quando - lo scorso 21 giugno - il senatore Marcello Pera ha illustrato al Presidente della Repubblica la proposta di legge presentata in Senato per l'elezione di una Assemblea Costituente, il presidente Napolitano gli ha manifestato attenzione e interesse per le motivazioni e le finalità di tale iniziativa, ma ha al tempo stesso ribadito il suo fermo intendimento di considerare conclusa - alla scadenza del mandato, nel maggio del 2013 - la sua esperienza al Quirinale".

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